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Meravigliosamente breton!

Bianco arancio e bianco nero a confronto

Correva l’anno 1860. In una remota regione della Francia, la Bretagna, vi era un nobile signore, il visconte Pontevac che, come tutti i nobili dell’epoca, era dedito alla caccia. Ma il visconte differiva dagli altri perché  la sua passione erano le beccacce a cui dedicava tutte le sue giornate di caccia e, proprio seguendo questa passione, divenne un grande allevatore di setter inglesi selezionati e specializzati specificamente per la regina del bosco. Tra il personale alle sue dipendenze vi era Lunzac, un guardia caccia che possedeva alcuni cani locali con caratteristiche venatorie eccelse, di colore bianco-marrone, con pelo forte e coda corta. Si trattava prevalentemente di cani da scovo che giravano freneticamente precedendo di pochi metri il cacciatore. Il guardia caccia, notando lo stile di caccia dei setter del suo padrone, pensò di migliorare le caratteristiche venatorie dei suoi espagneul. Il visconte acconsentì all’accoppiamento con un setter bianco arancio con grandi doti venatorie ma morfologicamente bruttino per la razza, poiché si presentava più piccolo e con il muso e la coda corta. Una femminuccia della cucciolata si rivelò già ad otto mesi un’eccellente cacciatrice, non solo sulle beccacce, ma su tutta la selvaggina. Aveva infatti uno stile di ferma tutto suo rispetto ai setter, fermava in piedi ed essendo nata senza coda incuriosì in modo particolare il nobile che volle a sua volta farla accoppiare con un maschio del guardia caccia. I cuccioli si dimostrarono da adulti grandissimi cani da carniere e presentavano le stesse identiche caratteristiche  morfologiche della mamma. Il visconte ne rimase così entusiasta che abbandonò l’allevamento dei setter per dedicarsi completamente a questi meticci che presentavano doti eccellenti, racchiudendo in un unico esemplare un grande olfatto, collegamento, carattere equilibrato, velocità, ferma solida e attitudine su tutti i terreni con riporto naturale. Il 3 settembre 1897 a Laudec, il procuratore Arturo Enaud, amico del nobile, dopo quasi trenta anni dal primo accoppiamento stilò il primo standard di razza descrivendo le caratteristiche morfologiche di questi soggetti ed inserendo la parola breton dopo quella di epagneul in onore della regione di origine.

Epagneul breton in gara a Gonnoscodina

In Italia i primi breton certi iscritti nei libri genealogici  risalgono al 1928. Si trattava di Celta e Distal dell’allevamento “de cornuaille” acquistati dal dott. Pietro Ciani di Torino. Per dovere di cronaca e per dar lustro ai primi pionieri che hanno dovuto lottare non poco per far conoscere questa razza facendola arrivare ai giorni nostri, occorre ricordare il dott. Coduri  di Bulciano con affisso di Villa Fonte, il signor Matteucci di Lucca con affisso la Valletta, il cav. Bruzzone di Genova con affisso Della Galatea, il Cav. Marangoni Contarina con affisso di Ca’ Pesana,. Sono queste le persone che hanno creduto nella razza ed importato i soggetti dalla Francia facendoli entrare nel cuore degli italiani.

Bora (Gaia X Ronny di Casciana Terme)

 

In Sardegna questa razza è entrata sia nelle case che nei cuori dei cacciatori sardi ed  è ben radicata su tutto il territorio. Oggi il breton è un ausiliare versatile che ben si muove sia sui terreni collinari del campidano, che nel folto della vegetazione barbaricina. È un cane che non teme l’acqua e quindi nell’oristanese viene apprezzato sia su beccaccini che nello stanare le anatre dal fitto dei canneti. Viene utilizzato anche alla posta per il suo innato riporto, è un vero specialista in beccacce, anche quelle più smaliziate e difficili che trovano riparo e riposo nel folto del bosco. Insomma il breton racchiude tutte le grandi doti dei cani da ferma. Questo animale dimostra di essere un compagno fidato a caccia e, grazie al suo carattere, ben si presta anche nell’ambito domestico rivelandosi molto affettuoso, sempre in cerca di coccole e ben tollerante nei confronti delle angherie dei bambini più vivaci. Nelle gare cinofile di lavoro è un cane che esprime le sue doti di lavoro facendo apprezzare il suo movimento con la testa al vento portata al disopra della linea dorsale con galoppo veloce ed elegante racchiuso nel quadrato del tronco.

In ferma

 

In Sardegna, chi decide di acquistare questo prezioso ausiliare, ha la fortuna di poter contare su diversi allevatori, sia con affisso che amatoriali. La genealogia di provenienza è un aspetto fondamentale da tenere in considerazione, poiché potrà fornirci importanti dati su come il cucciolo si presenterà da adulto.  Gli allevatori che già posseggono un affisso sono certamente una garanzia come ad esempio quello “Del castello dei Doria” il cui proprietario, Luca Soddu ha una forte passione per questa razza e riveste la carica di presidente della sezione provinciale di Sassari del club Epagnuel Breton. In ogni caso anche gli allevamenti amatoriali sono comunque validi come ad esempio quello di Efisio Cara di Monte Arci. Nell’apprestarsi all’acquisto di un cucciolo, l’importante sarebbe in ogni caso visionare i genitori e le caratteristiche venatorie che esprimono e, se possibile, conoscere qualche soggetto delle precedenti cucciolate per verificare se le doti dei genitori sono state effettivamente trasmesse ai cuccioli. È bene ricordare, infatti, che anche se uno dei due genitori è un campione ciò non significa automaticamente che anche i figli saranno dei campioni. Un altro metodo di scelta può fare affidamento sui consigli di chi questa razza la detiene da anni come ad esempio il signor Mario Azara,  profondo conoscitore di breton e proprietario di soggetti illustri in ambito nazionale, o il signor Nino Ventre con i suoi 13 folletti. Persone di tale esperienza saranno di certo in grado di darci suggerimenti preziosi. In ogni caso, se la genealogia è valida, avremmo poco da lavorarci sopra in fase di crescita. Se siamo alle prime armi possiamo in ogni caso farci seguire da qualche dresseur. In Sardegna ve ne sono tanti e molto professionali. Saremo ricompensati da innumerevoli soddisfazioni. Questi semplici consigli che mi son permesso di dare sono il frutto dell’esperienza che ho potuto maturare negli anni. Io stesso infatti possiedo diversi soggetti di questa meravigliosa razza e la passione, lo studio ed il continuo confronto con altri appassionati mi hanno permesso di amare e comprendere questi preziosi ausiliari. In ogni caso, mi sembra corretto far presente che in questa materia non esistono certezze.

buon breton a tutti!!!

I breton di Fabio Castia

di Tony Vitiello

ph Fabio Castia

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