Rassegna stampa Ars Venandi
16 Settembre 2010
RELAZIONE AL TESTO UNIFICATO N. 5-52-59
21 Settembre 2010
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Caccia al tordo in Sardegna

  Probabilmente è l’inconfondibile sapore delle sue carni che rende il tordo una delle prede più ambite fra i cacciatori. Nonostante questa passione si sentono sempre più spesso le lamentele dei cacciatori a causa della diminuzione del numero di tordi che vengono a svernare in Sardegna.
Questa diminuzione è attribuibile a una molteplicità di fattori.
Per poter fare un’analisi del fenomeno è necessario innanzitutto considerare la rotta migratoria di questi piccoli uccelli.
Per quanto riguarda in particolare la Sardegna sono evidenziabili due rotte determinate dallo sdoppiamento del flusso proveniente dal nord Italia e dalla Russia che percorrendo la costa orientale e occidentale della nostra isola giungono in Africa. Il percorso inverso segue la stessa rotta.
Un altro dei motivi che hanno determinato la diminuzione di questi esemplari è da ricercarsi nel tipo di caccia praticata in paesi come la Tunisia, che puntando sul turismo venatorio permettono la caccia dei tordi nel loro territorio senza regolamentare in maniera adeguata gli abbattimenti.
Sicuramente un’altra motivazione, ormai una costante per molte specie, è legato all’intervento dell’uomo nel territorio: non solo dal punto di vista urbanistico con la conseguente limitazione delle zone di pascolo per questi uccelli, ma anche a causa della sconsiderata pratica del bracconaggio che porta sempre più persone, incuranti delle sanzioni previste, a posizionare delle reti su cui tordi e uccelli di piccola taglia vengono intrappolati per poi essere venduti.
Un altro fattore è legato alla presenza di cacciatori che sparano il tordo al passo senza dargli il tempo di stabilirsi nella nostra regione per fare riserve di cibo per poi riprendere il suo viaggio.
La conseguenza di questa azione è il fatto che non essendosi stabiliti nel territorio sardo i tordi non possono fungere da richiamo per altri elementi della stessa specie che stanno percorrendo la stessa rotta.
É indubbio che un’efficace azione di sensibilizzazione oltre che al comune buon senso da parte favorirebbe un graduale aumento di questi uccelli.
Per quanto riguarda il tipo di arma utilizzata, sono sempre più numerosi i cacciatori che prediligono il calibro 20, essendo più maneggevole e generalmente semiautomatico perchè dotato di un colpo in più rispetto a sovrapposto e doppietta.
Le cartucce utilizzate sono invece quelle a pallini con numerazione che varia dal numero nove al numero undici a seconda del luogo e dei gusti del cacciatore.

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