Nino Morittu, l’orafo della coltelleria sarda

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Nino Morittu, l’orafo della coltelleria sarda

Mentre ammiravo una bellissima collezione di coltelli sardi di proprietà di Daniele Pontis, in particolare un gruppo di pattadesi da 8 realizzate da diversi coltellinai di altissimo livello, la mia attenzione è stata catturata dal fatto che, nonostante l’uniformità dei prodotti, era molto evidente lo stile che contraddistingueva ogni singolo coltello.

Mi sono soffermato su una lama di Nino Morittu: la qualità costruttiva dell’opera è assimilabile ad un prodotto di alta oreficeria. I suoi coltelli seguono la inconfondibile linea della tradizione: acciai C70, forme tradizionali e materiali di alta qualità sono gli elementi fondamentali del suo stile. I coltelli di Morittu sono riconoscibili per le guancette accoppiate, provenienti quindi dallo stesso animale. Particolare cura viene adottata nella scelta del corno sia durante l’acquisto presso gli allevatori e sia nel processo di lavorazione.

Il risultato finale lo potete vedere in questi scatti. Non serve aggiungere altro! Nel suo laboratorio si respira fumo di carbone, la forgia dal lui costruita funziona alla perfezione e il martello batte sull’incudine con una manualità tipica di chi quel lavoro lo fa da sempre. La carriera di Morittu ebbe inizio proprio da un fabbro del paese alla tenera età di 13 anni. Da allora non ha mai abbandonato quell’ambiente e oggi, possedere una lama di Morittu, è un vanto per qualsiasi collezionista.
La punta di diamante dei coltelli di Morittu è un interessante coltello da lavoro costruito in diverse misure: il castrino, unica divagazione sul filo del coltello tradizionale sardo.

 

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