I Savoia a caccia in Sardegna – Ars Venandi
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I Savoia a caccia in Sardegna

Nei primi anni del 900, il turismo venatorio in Sardegna era appannaggio di ricchi e nobili i quali frequentavano con assiduità la nostra Isola alla ricerca di cervi, mufloni e pernici. Nel 1834, Carlo Alberto di Savoia fece un viaggio in Sardegna e visitò la Gallura dove, un facoltoso pastore, Salvatore Beltulu, organizzò in suo onore una gran battuta di caccia grossa. Malgrado fosse stata assegnata a Carlo Alberto la più comoda e sicura delle poste, questi appena sbuccato un cinghiale inseguito dai cani, preso dal panico e dalla rapidità della scena fece fuoco riuscendo ad ammazzare il miglior cane della muta, che era del Beltulu. Costernato per l’accaduto il Re volle subito sapere dal pastore gallurese l’ammontare del danno, ma il Beltulu rifiutò molto dignitosamente il risarcimento ma, in compenso il Re decretò a suo favore il porto d’arma a vita così steso: Permesso di porto d’armi per Salvatore Beltulu per oggi e per domani. In queste foto sono ritratti il Principe Filippo D’Assia, marito di Mafalda Maria Elisabetta di Savoia, secondogenita del Re d’Italia Vittorio Emanuele III, durante una battuta di caccia sui monti di Dorgali. Correva l’anno 1927, Mafalda era un’ottima cacciatrice e si narra che in Sardegna, durante una battuta di caccia, le venne offerto un cavallo docile e mansueto ma lei lo rifiutò chiedendone uno più veloce e ribelle. Il giusto carattere per affrontare le impegnative giornate di caccia alla pernice sarda!

 

di Vincenzo Carta

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