Il futuro della caccia: parla Libera Caccia Sardegna – Ars Venandi

Il futuro della caccia: parla Libera Caccia Sardegna

Caccia in Rosa: Sabrina Diana
20 Aprile 2020
Mostra tutto

Il futuro della caccia: parla Libera Caccia Sardegna

Bonifacio Cuccu

Proseguiamo con le interviste ai componenti del Comitato Regionale Faunistico che come ben sappiamo al momento non può riunirsi a causa delle restrizioni imposte dal Governo, per il contenimento del Covid 19.

Questo non impedisce alle Associazioni di lavorare in vista della prossima stagione venatoria. Oggi ci rivolgiamo all’Associazione Nazionale Libera Caccia rapprsentata da Bonifacio Cuccu, già presente in comitato gli anni passati come rappresentante UCS (Unione Cacciatori Sardegna). Di recente anche la neonata CPTS (Caccia, Pesca e Tradizione Sardegna) ha confluito all’interno di ANLC contribuendo così a costituire l’Associazione Venatoria maggiormente rappresentativa sul territorio regionale; oggi però non vogliamo parlare di questa realtà ma bensì delle prospettive della caccia in Sardegna dal loro punto di vista.

Signor Bonifacio, da qualche giorno sta aleggiando tra i cacciatori il timore di una chiusura totale della caccia, dato anche dal fatto che tutte le fiere ed eventi legati ad essa sono stati rinviati al prossimo anno, qual’è il vostro parere in merito?

“Il divieto di fiere ed eventi è esteso ad ogni settore ed è una conseguenza diretta delle misure di contenimento del contagio che vietano qualsiasi genere di assembramento ma non inficiano certo sulla possibilità di andare o meno a caccia. 

A oggi 24 aprile è azzardata qualsiasi ipotesi e non esiste alcuna posizione ufficiale ne del Governo ne della Giunta Regionale.

Di certo sappiamo che, approfittando dell’emergenza sanitaria, tutta la compagine animalara e ambientalista sta facendo pressioni e istanze per chiedere la sospensione dell’attività venatoria senza però addurre alcuna argomentazione valida specifica. Se il governo dovesse optare per una chiusura totale la decisione sarebbe meramente pretestuosa giacché non avvertiamo in quale modo un cacciatore in giro per i boschi possa diffondere un contagio. 

Nell’esimerci da esprimere pareri scientifici che non ci competono, relativamente alla diffusione dell’infezione da COVID 19 possiamo ipotizzare che il problema non possa essere l’attività venatoria in sè ma eventualmente la mobilità che necessariamente genera e il rispetto delle “distanze sociali”, quest’ultima sarebbe molto difficile da applicare nelle Compagnie di cinghialai. Ma noi guardiamo con fondato ottimismo al prossimo futuro, dove tutto dovrà necessariamente riprendere anche se in modo graduale.

La chiusura totale è un’ipotesi che produrrebbe effetti nefasti sulle attività produttive legate al comparto che come tante altre già versano in condizioni drammatiche e l’assenza di un prelievo venatorio andrebbe inoltre a gravare ulteriormente anche sul settore agricolo.”

Grazie signor Bonifacio per questa ulteriore rassicurazione è importante, in questo difficile momento avere la speranza di poter riprendere la nostra passione. La scorsa settimana come avrà potuto leggere sulla rivista, abbiamo intervistato il presidente di Federcaccia Sardegna, Davide Bacciu, che ci ha raccontanto delle azioni condivise che avete intrapreso in vista del prossimo calendario venatorio e, sapere che le associazioni presenti in comitato sono così unite nel perseguire un obbiettivo, non può far altro che piacere alla categoria. 

Parlando invece della sola associazione ANLC-CPTS-UCS, volete intraprendere o avete già intrapreso altre iniziative?

“Il miracolo che è stato compiuto nell’aggregare tre importanti associazioni (ANLC, UCS e CPTS) sotto un’unica bandiera dimostra che quando gli obbiettivi sono comuni non ci devono essere ostacoli al dialogo per il raggiungimento degli scopi. 

Presentarsi nei tavoli istituzionali portando coesi istanze concrete e legittime, nei limiti della legalità, rappresentando l’ 80% dei cacciatori Sardi dimostra che al di là delle organizzazioni interne e delle rivendicazioni di ogni singola Associazione Venatoria tutti vogliamo lavorare per rendere possibile la pratica dell’attività venatoria sia oggi che in futuro in modo dignitoso e sostenibile. 

Come Associazione, grazie all’importante lavoro di Marco Efisio Pisanu, abbiamo portato avanti un importantissimo progetto sui lagomorfi, primo in Italia nel suo genere, che purtroppo in questo momento è rimasto al palo per via dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo il cui superamento è, giustamente, il primo di tutti gli obbiettivi. Come ben noto, in Sardegna abbiamo la peculiarità conclamata dell’infezione del ceppo della MEV Francia 10, non solo nel Coniglio ma anche nella Lepre sarda, infatti  nel 2012 e anche nel 2019 sono stati riscontrati ufficialmente alcuni casi. Questo fatto è per noi gravissimo dal punto di vista della conservazione della specie e della gestione faunistica perché può mettere a serio rischio i nuclei di popolazione isolani sia delle Lepri che dei Conigli.

Le specie oggetto di studio sono messe a rischio dalla malattia emorragica virale causata dall’RHDV2, a tal proposito, visto la disponibilità del Dr. Capucci, responsabile scientifico del progetto LagMed ed esperto OIE per l’RHD, del Dr. Lavazza, esperto nella gestione della lepre selvatica nel nord Italia, nonché Direttore del centro di Referenza Nazionale della malattie virali dei lagomorfi e del Dr. Luciano Mandas esperto sull’allevamento dei lagomorfi, oltre al Convegno si è ritenuto opportuno tenere un confronto riservato tra gli Enti coinvolti in questo importante progetto. Al fine di salvaguardare le specie abbiamo chiesto e ottenuto con la collaborazione di alcuni Enti che la Regione si impegni ad attivare un progetto pilota e che l’ISPRA faccia da coordinatore sul progetto, al fine di poter valutare a pieno l’entità della situazione e pianificare un piano d’azione nazionale che preveda la salvaguardia delle popolazioni, anche tramite collaborazioni internazionali come il Progetto LAGMED (che verrà presentato al Convegno), mettendo in campo tutti gli sforzi necessari anche per recuperare i nuclei di fondatori tramite allevamento e reintroduzione di animali vaccinati.

Riteniamo che essere riusciti a coinvolgere gli Assessorati all’Ambiente e alla Sanità, l’OEVR Sardegna, l’Agenzia Agenzia Forestas, l’ISPRA, IZS Sardegna, IZS Lombardia ed Emilia Romagna, l’Ordine dei Veterinari e degli Avvocati di Cagliari, è già una buona base di partenza. Sia chiaro che il progetto è solo rinviato.”

 

Bene signor Bonifacio, passiamo ora agli eventi cinofili, che come ben sappiamo sopperiscono, almeno in parte la mancanza della caccia nei mesi primaverili, so che erano già state avviate le selezioni per i cani da seguita con ben 140 turni già giudicati, e quelle per i cani da ferma avrebbero dovuto prendere inizio lo scorso 29 Marzo.

Cosa ne sarà di questa stagione cinofila ANLC? Ci sono spiragli per riprenderla?

“La speranza è quella di riuscire a disputare le finali italiane delle due discipline previste per settembre ma come ci si può facilmente immaginare la possibilità di organizzare eventi di questa portata non dipende dalla volontà della ANLC ma dalla situazione epidemiologica nazionale. 

Allo stato attuale appare alquanto improbabile pensare di poter realizzare o riprendere dei campionati regionali specie così come erano stati programmati. Anche ammesso che sia possibile tra qualche mese poter organizzare qualcosa ci troveremo ad operare in condizioni climatiche, oltre che organizzative, decisamente avverse. La speranza è quella di poter recuperare con maggior entusiasmo l’anno venturo.”

In questa situazione di emergenza anche ANLC Sardegna si è mossa per una raccolta fondi, quanto è stato donato sino ad ora e in cosa sono stati investiti? È ancora possibile donare e attraverso quali canali?

“ANLC Sardegna ha messo a disposizione per ora quasi 8.000 euro delle risorse economiche regionali, a questa somma stanziata si è aggiunta una quota di altri 2.020 euro provenienti dalla raccolta fondi cui hanno aderito tanti cacciatori sia singolarmente che attraverso circoli e autogestite. Abbiamo preferito acquistare direttamente dispositivi di protezione individuale che abbiamo donato al personale del 118 impegnato in prima linea purtroppo non sempre adeguatamente equipaggiato. Abbiamo inoltre donato altri piccoli ausili, come le paratie in plexiglass per gli operati del Cup, disinfettanti e dispenser, 1100 bottiglie d’acqua e altri piccoli sussidi a varie strutture sanitarie dell’Isola. 

La raccolta fondi è sempre attiva e si può aderire facendo una donazione su conto corrente intestato alla segreteria regionale ANLC (IBAN IT28V0101504801000070711780 causale emergenza COVID 19) ed è presumibile che continui anche una volta superata l’emergenza sanitaria per intervenire sull’emergenza sociale che inevitabilmente si sta prospettando.”

Ringraziamo tanto Bonifacio per aver accettato di dialogare con noi che vuole concludere mettendo in guardia i suoi tesserati e tutti i cacciatori su un tentativo di truffa che da qualche settimana sta perpetrando un individuo si aggira chiedendo soldi per aderire ad un corso per il selecontrollo agli ungulati, e ci tiene a precisare che l’Associazione da lui rappresentata ha mai indetto o è a conoscenza di tale corso, e invita tutti a non dare soldi e denunciare il truffatore a carabinieri o polizia.

 

di Claudia Cucchi

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *