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La Caccia al Femminile

Al giorno d’oggi come negli sport più tradizionali, quali calcio, pallavolo, tennis ecc., non esistono più differenze tra donne e uomini ed anche nell’arte venatoria si stanno avvicinando sempre più donne rispetto a vent’anni fa; ognuna di noi ha una storia diversa ed in questo articolo, in qualità di nuova arrivata nella rivista, voglio raccontarvi la mia.

Mi chiamo Claudia, sono nata e cresciuta in un paese in provincia di Milano da una famiglia lontana dal mondo della caccia, anzi a dirla tutta non sapevo nemmeno che si potesse praticare ancora.

Nel 2010, durante una stagione estiva in Sardegna, faccio la conoscenza di Cristian e Manuela, due fratelli molto appassionati di caccia, come del resto lo è tutta la loro famiglia, e la cosa inizia ad incuriosirmi.

Quando nel 2011 mi fidanzo ufficilamente con Cristian, inizio a seguirlo nell’addestramento e allenamento dei cani da ferma in campagna ma ciò non mi bastava e gli chiesi di portarmi con sè per vedere come effettivamente funzionava una giornata tipo di caccia.

Nei periodi estivi,per compensare la mancanza della caccia, lo accompagno alle varie competizioni cinofile che ogni anno si svolgono in Sardegna e, turno dopo turno, vengo rapita da quella sintonia che si crea tra conduttore e cane.

Nei campi di gara vedo correre diverse razze di cani ma solo una riuscirà a rubarmi il cuore, il setter inglese, elegante nei suoi movimenti, ferme espressive e ai miei occhi molto particolari per non parlare delle bellissime guidate da far venire la pelle d’oca.

Iniziamo così a cercare un setter per me, in quanto Cristian ha sempre e solo allevato pointer inglese; finalmente nel 2014 entra in famiglia Hachiko ed inizio a partecipare alle prime garette.

Purtroppo non riuscivo a raggiungere un buon risultato in quanto non potevo svolgere l’abbattimento e mi viene consigliato di prendere il porto d’armi cosa per me non facile in quanto avevo letteralmente il terrore delle armi.

Continuo a seguire il mio compagno nelle sue cacciate in solitaria quando un bel giorno vidi un’azione straordinaria del mio giovane Hachi con Dora, la vecchietta di casa, erano lì fermi davanti a noi quando ad un certo punto eccola sollevarsi in volo, era una beccaccia che viene prontament abbattuta e riportata dai cani.

È quell’azione che mi fa capire di voler essere protagonista e non più spettatrice e pian piano inizio a superare quella dannata paura e decido di iniziare a dare l’esame venatorio superato al primo colpo.

Dopo 10 anni eccomi qui, ho appena concluso la mia seconda stagione venatoria ed ogni giorno imparo qualcosa di nuovo di questa nobile arte.

La caccia che preferisco in assoluto rimane quella alla beccaccia adoro talmente tanto i luoghi in cui si pratica che ogni volta che ci ritorno rimango incanta, il silenzio che ci circonda, rotto solo dal cinguettio degli uccelli e dallo scrosciare dell’acqua nei torrenti, mi fa immergere totalmente nella natura e poi la sintonia che si crea tra me, Cristian e i nostri cani è pura magia.

Grazie alle gare e ai social ho potuto scoprire che il mondo venatorio è ricco di donne e quando ho accettato di occuparmi della rivista la prima cosa che ho pensato è stata proprio di rispolverare la rubrica “Caccia in rosa” e scoprire quante cacciatrici, ci sono ad oggi attive in Sardegna.

In questo spazio cercherò anche di testare e recensire le ultime novità in fatto di caccia soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento femminile.

Ma non vi preoccupate parleremo anche di tanto altro che riguarda la caccia in Sardegna e non solo, quindi come si dice “stay tuned” (rimanete connessi) e spero di non deludervi.

 

di Claudia Cucchi

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