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Il richiamo: tecniche di addestramento

La stagione venatoria 2018/2019 è ormai volta al termine. Parlando con degli amici mi sono chiesto quanti cani vengano smarriti ogni anno durante la caccia, infatti dal mese di Agosto siamo stati un po’ tutti bombardati sui Social da post di cani smarriti o trovati il giovedì o la domenica.

Avete idea di quanti cani siano stati smarriti questa stagione? O di quante giornate di caccia siano state interrotte perché i cani sono usciti dalla battuta dietro alla selvaggina?

A mio parere sono troppi gli ausiliari persi e questo problema potrebbe essere ovviato con alcuni importanti accorgimenti, ma prima analizziamo un po’ cosa dice la legge:

“Chi abbandona un animale d’affezione commette un reato in base alla Legge 189/04 e può essere punito con l’arresto, o con un’ammenda sino a 10.000 euro.”

E’ opportuno sapere che è necessario essere muniti di una determinata documentazione:

La Legge 14 agosto 1991, n.281 impone a tutti i proprietari di cani di iscrivere il proprio all’anagrafe canina regionale, identificandolo  attraverso un microchip sottocutaneo. Questa piccola operazione viene eseguita dal medico veterinario, in maniera molto rapida e senza anestesia in quanto totalmente indolore.

La norma legislativa è stata, dunque, recepita da ogni Regione, che prevede, tra le diverse disposizioni, anche:

  • l’obbligo di registrazione del cane all’anagrafe;
  • la comunicazione in caso di cessione del cane ad altro proprietario;
  • l’avviso in caso di decesso del cane.

Nel caso di un eventuale trasferimento, il proprietario dovrà comunicarlo alla regione di provenienza e sarà obbligato, successivamente, a contattare l’anagrafe della regione ospitante per una nuova iscrizione dell’animale, pena sanzioni pecuniarie molto aspre.

Anche la CE ha disposto alcune norme nel 2003 per la prevenzione al randagismo:

  • l’obbligo di dotare di microchip il cane;
  • l’obbligo del passaporto per gli spostamenti all’estero di tutti gli animali di compagnia, quest’ultimo viene  rilasciato dal servizio veterinario della ASL competente e serve ad attestare le vaccinazioni eseguite.

Come mai è importante dotare il cane di microchip?

Attraverso il microchip è possibile reperire le informazioni sul proprio cane ed in caso di smarrimento rintracciare i dati del proprietario; è un dispositivo che serve alla tutela del cane, in quanto, certifica e attesta non solo la sua esistenza, ma anche chi ne fa le veci. Quindi in primis il cane deve essere dotato di microchip in modo tale che sia facile risalire al proprietario. Però come è possibile ovviare al problema principale, ossia: il cane non torna al richiamo e rincorrendo la selvaggina si allontana troppo sino a perdersi.

Andrea Piras con il suo kurzhaar

 

Il richiamo è un esercizio che richiede un impegno e una dedizione continua, è richiesto al cane uno sforzo enorme quando, preso dall’usta del selvatico, viene richiamato per essere legato. Per quale motivo dovrebbe preferire stare al guinzaglio e tornare alla macchina, rispetto ad una possibile preda nelle vicinanze? Solo gli ausiliari ai quali è stato insegnato attraverso un metodico addestramento o coloro che possiedono un buon feeling con il proprio conduttore rientrano felici al richiamo.

Quali sono le basi per un buon richiamo?

Avere una buona relazione con il proprio ausiliare è fondamentale, senza questo è normale che l’ interesse a tornare verso di noi verrà meno; detto ciò conquistate la loro fiducia e passateci del tempo anche fuori dal contesto venatorio.

Ecco un piccolo esercizio che può essere da supporto per migliorare l’efficienza del richiamo con il fischietto; occorrente:

–          fischietto

–          longhina o guinzaglio

–          ricompensa o ghiottoneria per il cane

–          figurante

Per prima cosa sappiate che è necessario avere il supporto di un figurante che tenga il cane al guinzaglio o longhina. Allontanandoci da questi mostriamo nella nostra mano la ricompensa in modo da innescare una motivazione affinchè il cane voglia venire verso di noi. In questo istante emettiamo il segnale sonoro con il fischietto. Il figurante in questo istante accompagnerà il cane verso di noi che immediatamente ricompenseremo in modo da rinforzare il comportamento appena eseguito. Questo esercizio nel tempo andrà eseguito in contesti differenti e più complicati, senza longhina e con il cane già libero. Però prima di aumentare le difficoltà è bene capire se ha appreso prima le basi.

L’esercizio in se è piuttosto semplice ma sarà difficile svolgerlo in un contesto di caccia in cui il nostro ausiliare è completamente preso dalla selvaggina quindi già piuttosto lontano da noi che lo richiamiamo. In questo caso vi consiglio di diminuire le difficoltà, riprovando e consolidando il comportamento prima in una situazione un po’più agevole in modo da metterlo in una condizione in cui gli errori siano pari a zero.

Per qualsiasi dubbio, consiglio o chiarimento vi invito a contattarmi via mail: andrea.piras.dog@gmail.com

 

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