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Gli istriani del Grighine

I fratelli Gianluca e Antonio Murgia con alcuni dei loro istriani

In Sardegna la cultura del cane di razza è in costante aumento, le esposizioni cinofile e le prove di lavoro sia per cani da ferma che per cani da seguita sono frequentante da un esercito sempre più consistente di appassionati. La provincia di Oristano, prima a livello regionale, registra il maggior numero di iscritti alla Società Italiana Pro Segugio diretta dal presidente Antioco Patta. Sono 125 i soci, uniti dalla passione per i cani da seguita e dalla voglia di condividerla con i tanti giovani che ogni anno si avvicinano alla S.I.P.S.

Veterani della Pro Segugio sono invece gli attori principali di questo articolo, i fratelli Antonio e Gianluca Murgia di Ruinas. Antonio e Gianluca, battitori della squadra “Is Pasteris” di Ruinas, hanno frequentato sin dagli inizi le varie prove di lavoro promosse nella provincia di Oristano, ed è proprio grazie a queste prove che si è rafforzata la tesi secondo cui per poter selezionare una determinata razza cinofila è necessario avere una perfetta conoscenza del suo standard di lavoro.

Gianluca Murgia

Le prove cinofile infatti sono uno strumento attraverso il quale si possono individuare i soggetti maggiormente idonei per l’allevamento e soprattutto per porre in evidenza le qualità naturali del cane, compresa la capacità di apprendere gli insegnamenti dell’uomo.

Antonio Murgia

Antonio e Gianluca, durante lo svolgimento di una gara, si innamorarono di una razza all’epoca poco diffusa: il segugio istriano. Oggi sono tanti gli allevatori che si dedicano a questa razza, ma come dargli torto?

I risultati sul campo sono straordinari, gli istriani divorano il terreno senza soffermarsi più del dovuto nella fase della passata che eseguono in maniera sbrigativa.

Il vero punto di forza di questa straordinaria razza è la velocità d’azione durante la fase della seguita; il cinghiale pressato dai cani non trova il tempo per ragionare e le battute anche di proporzioni importanti vengono risolte in poco tempo.

I fratelli Murgia iniziarono quindi ad allevare i segugi istriani per far fronte alle problematiche ambientali delle zone di caccia frequentate. Sul Monte Grighine si svolgono la maggior parte delle battute della squadra “Is Pasteris”, capitanata dal giovanissimo capo-caccia Andrea Piras. La formazione montuosa di questo modesto rilievo è coperta da macchia mediterranea senza particolari interruzioni date da pascoli o strisce parafuoco nelle quali impostare con facilità. La dimensione delle battute è medio-alta e, in questi casi, la bontà di un buon ausiliare consente di ottenere ottimi risultati altrimenti non realizzabili.

La grinta di un istriano del Grighine

È proprio a caccia che arrivarono le prime soddisfazioni, i cani bianchi davano del filo da torcere ai cani utilizzati fino ad allora e i numeri di cinghiali abbattuti saliva di stagione in stagione.

La necessità di poter disporre di altri soggetti da impiegare sia a caccia che durante le prove di lavoro portò i fratelli Murgia ad ingrandire e migliorare il canile già esistente. La scelta dei riproduttori, la pulizia del canile e l’allenamento dei cani sono diventati una routine per Antonio e Gianluca che, potendo contare sulla reciproca collaborazione, hanno creato l’allevamento “Grighine” per la selezione del segugio istriano a pelo raso.

I risultati sono arrivati non prima di una lunga gavetta: Stella si aggiudica un C.A.C. nel 2009, valutata migliore di razza al raduno nazionale di Cirras e nel 2010 la muta composta da Samba, Tango, Perla, Stella, Chira, Cometa e Achille si aggiudica il primo posto nel campionato sardo della Pro Segugio. A fine febbraio gli istriani del “Grighine” disputeranno in terra toscana il campionato sociale della Pro Segugio.

Non si finisce mai insomma, la selezione del cane di razza è un lavoro che richiede un dispendio di energie notevole. La soddisfazione più grande, a detta di Antonio, è data dai tantissimi cacciatori che hanno acquistato i loro cuccioli che, avviati all’attività venatoria hanno dimostrato di possedere un buon sangue.

Istriani prima dello sgancio

Sono stato invitato a trascorrere una giornata di caccia in loro compagnia e come è mia abitudine non mi faccio attendere.

L’occasione è ghiotta perché è in programma una battuta fuori dal normale, una volta all’anno infatti la squadra Is Pasteris tenta l’impresa impossibile chiudendo metà Monte Grighine! Gli invitati sono 20 per un totale di 65 fucili e 15 battitori di cui molti armati.

Le dimensioni della battuta sono impressionanti e nonostante i tanti fucili a disposizione molte poste rimangono scoperte complicando la vita ai battitori che dovranno sopperire a questo inconveniente.

L’enorme battuta sui monti del Grighine

 

Seguendo le direttive di Andrea, ragionate in base alla provenienza del vento, ci avviamo a ricoprire le nostre postazioni lungo una strada bianca. I battitori, nel versante opposto, ricevono l’ordine via radio di sciogliere i cani che attendono impazienti la liberazione.

Antonio e Gianluca ormai riuscivano a fatica a trattenerli, vista la loro incontenibile passione venatoria. In un attimo si arriva al primo scovo e il latrare dei cani arriva a stento fino alla mia postazione, vista la vastità della battuta.

La muta di segugi istriani segue compatta un animale, sono pochi i momenti in cui i cani allentano la presa e, nonostante tutto, il primo cinghiale arriva dopo un paio di ore alle poste. L’altra muta di istriani invece si è spinta nel versante opposto fuori dalla battuta e dopo circa un’ora rientrano con lo stesso cinghiale braccato.

Ad attenderli all’estremità della battuta ci sono due poste mobili incaricate di coprire una striscia di qualche centinaio di metri. Il cinghiale rientra in battuta ma, ironia della sorte, riesce a passare inosservato percorrendo un canale coperto di vegetazione.

La mattinata prosegue con continue seguite che non trovano risoluzione a causa della enorme distanza che separa i cani dalle poste.

La giornata volge al termine e rientriamo alla base con le ossa rotte. Non posso che ammirare la sportività della squadra Is Pasteris che, pur potendosi garantire con un così grande numero di fucili risultati “sicuri”, si è spinta in una sfida quasi impossibile nella quale il cinghiale ha giocato in attacco. Gli istriani dal canto loro non hanno sfigurato lavorando senza sosta dalla sciolta fino alla fine, confermando gli apprezzamenti acquisiti in campo di gara.

 

di Marco Loi

La compagnia Is Pasteris

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