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Un pensiero di fine anno

robin roverati web

robin roverati webNon e’ facile essere sereni e “super partes” nell’esprimere un’opinione sul nostro passato venatorio; qualche cosa e’ stata fatta, molto e’ stato proposto, moltissimo si doveva e si poteva fare. Sento moralmente la mia parte di responsabilità dato che se non avessi avuto problemi di salute e avessi continuato con forza a perorare certe soluzioni, ora saremo un po’ più avanti. Pur troppo recriminare sul passato non ha senso logico per cui è sicuramente meglio concentrarsi sul futuro prossimo facendo di tutto per arginare nell’immediato i danni provocati dall’ondata di vento contrario che coi viene addosso e predisporre in modo serio e corretto tutto il necessario per mettersi più possibile al riparo da tempeste future. Anche se qualche arruffapopolo  con la complicità di alcuni duri di testa non lo vorrebbero ammettere, i bei tempi sono il passato e noi dobbiamo confrontarci col futuro che non si presenta certamente roseo. Ciò impone di darci noi delle regole precise onde evitare che siano gli altri ad imporci le loro che certamente sarebbero più gravose. Non è più possibile concepire l’attività venatoria come un mero saccheggio del patrimonio di tutti ma come una “selettiva” fruizione di ciò che è lecito (sia nei modi che nei tempi e nelle quantità). Penso che uscire la mattina con centinaia se non migliaia di cartucce per saltare da un tipo di caccia a un’altra sia ormai improponibile dato che come in ogni attività bisogna fare delle preventive scelte e se queste, una volta non danno i frutti sperati bisogna accontentarsi di una uscita con aria e panorama buoni farcita di un buon pic-nic all’aperto. E’ arrivato il momento di bandire dai nostri cuori l’ingordigia di voler uccidere il più possibile e ad ogni costo cosi come dovremmo bandire dai nostri cervelli l’idea che la fauna sia una cosa che appartiene solo a noi e che si moltiplichi con un sistema pari a quello che Cristo usò nel Sinai (moltiplicazione dei pani e dei pesci). Infine bisogna bandire l’invidia che troppo spesso ci porta ad arrecare danno a tutti i nostri colleghi. La ricetta non e’ unica, non e’ semplice ne tanto meno indolore ma ci dovremmo abituare all’idea di una caccia fatta per: specie, periodi, sistemi, zone ecc. I tempi possono essere sicuramente più lunghi ma sempre con necessarie valutazione e se necessario interruzioni e sicuramente non certo nell’ottica di-tutto sempre.

Ora  capisco che a qualcuno verrà un po’ di orticaria ma e’ meglio che se ne faccia una ragione dato che ciò è inevitabilmente il futuro e si metta l’anima in pace dato che in nessuna cosa il passato ritorna. È necessario cacciare “i mercanti dal tempio”, per intenderci parlo di politici fasulli e funzionari corrotti. Ognuno avrà l’obbligo di vigilare affinchè la sua AAVV faccia veramente il necessario per il bene comune, in caso contrario cambiarla con una più attiva. Noi in Sardegna dobbiamo dotarci di una legge: snella, moderna, non facilmente aggirabile ne contestabile, attenta alle diverse peculiarità evitando di favorire individualismi e egoismi e in ultimo si dovrà mettere pesantemente mano e ridimensionare privilegi assurdi e anche concessi in barba alla legge o mantenuti contro la legge, cosi come il togliere certi poteri a Istituti estranei cosi come ad enti inutili e incompetenti e riportare il tutto sotto l’unica sovranità, quella della Regione Autonoma Sarda!!!

Un salutone e tanti auguroni a tutti da Robin R.R.

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