Stefano Tunis risponde alla domanda: “Quale futuro per la nostra passione?” – Ars Venandi

Stefano Tunis risponde alla domanda: “Quale futuro per la nostra passione?”

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medium stefanoLa Caccia è una cosa seria, per questo la redazione di Ars Venandi ha deciso di interrogare i vari schieramenti politici chiedendo: “quale futuro per la nostra passione”?
Partendo dal presupposto che la caccia accomuna decine di migliaia di onesti cittadini e alimenta un indotto di centinaia di migliaia di euro rappresentando uno dei pilastri portanti della nostra cultura e delle nostre tradizioni abbiamo chiesto ai principali schieramenti in corsa per le elezioni del 16 febbraio 2013 di pronunciarsi in merito.
 
Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera di Stefano Tunis
 
“Il ruolo del cacciatore in Sardegna riveste una posizione che supera quella del semplice gesto venatorio, ma rappresenta un’ importante punto di connessione tra il territorio e le istituzioni. Spesso l’opinione pubblica tende a dipingere come negativo questo ruolo senza comunicare correttamente ai cittadini cosa rappresenta per la nostra terra quest’ arte. 
La caccia è cultura, è un’attività sociale che fa aggregazione, è un modo di preservare il territorio e gli animali che lo abitano nel rispetto delle diversità. Grazie all’impegno venatorio di numerosi amici e parenti  sono entrato in contatto con un mondo che ha al suo interno una serie di  potenzialità che sarebbe un peccato disperdere. Ricadute economiche, legate ad un settore in crescente ascesa, e di salvaguardia ambientale con una capillare presenza di operatori sparsi sul territorio che interagiscono come sentinelle di una biodiversità nel rispetto delle regole, sono solo alcuni degli elementi che mi fanno apprezzare la caccia. 
Indiscutibilmente il suo ruolo è insito nelle tradizioni culturali della nostra isola. La caccia rappresenta un pilastro della nostra identità e con piacere mi unisco oggi alle le parole del presidente Cappellacci che afferma di avere un debito con i cittadini cacciatori e che si impegna a estinguerlo, in caso di elezione,  nei primi mesi della prossima legislatura. 
Le esigenze legittime del mondo venatorio possono essere risolte solamente attraverso una corretta programmazione gestionale  delle specie e degli ambienti e, come sottolineato dal Presidente, attraverso una riforma legislativa. Per questo in caso di mia elezione mi renderò disponibile ad ascoltare  e a collaborare con gli amici cacciatori e a sostenere le loro legittime istanze.”

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