Scambio epistolare tra favorevoli e contrari alla caccia – Ars Venandi

Scambio epistolare tra favorevoli e contrari alla caccia

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Scambio epistolare tra favorevoli e contrari alla caccia

Schermata 2013-06-05 a 19.20.58

Schermata 2013-06-05 a 19.20.58Ho letto le lettere disperate dei poeti dell’ammazzamento. Che non sanno tacitare la loro cattiva coscienza e cercano di render conrato di una passione sanguinaria con motivazioni di genere pragmatico (limitare le specie dannose, importanza economica dell’industria delle armi, comparazioni incongrue tra incidenti di caccia e automobilistici) e di genere romantico (l’istinto atavico della caccia; nobilitazione dell’ammazzamento con destrezza in luogo del vile ammazzamento del macello). A tutti gli argomenti dei cacciatori si può opporre un’alternativa civile, economica e rispettosa di ogni forma di vita. A loro resta la poesia dell’andare ad ammazzare. Tale forma di poesia ha avuto il suo vertice ad Auschwitz, oggi gli epigoni sono di più modesto lirismo e non incontrano il gusto del pubblico, ma sono sponsorizzati dai mercanti d’armi e si stampano i loro versi.

Bruno Pittau

 

Signor Pittau il mio non è uno sfogo personale nei suoi confronti, cercherò di spiegarle che Cacciatore non è uguale ad “assassino” di animali , addirittura cita Auschwitz!! Non so che cacciatori frequenti probabilmente nessuno. La nostra è una passione che può essere condivisa o meno, come la sua o di come lei spera di salvare tutti gli animali del mondo (personalmente penso più a tanti bambini che muoiono ogni santo giorno di fame) dalle mandibole di noi umani, ma ogni punto di vista è rispettabile. Ciò non vi permette di credervi più sensibili degli altri, tante volte io esco a caccia con i miei amici e i miei cani non prendo nulla ma sono soddisfatto della giornata in mezzo alla natura, natura di cui, che vi piaccia o no fa parte anche l’uomo con il suo peso ed equilibrio che certo sono d’accordo va regolamentato , ma più che ai cacciatori stiamo attenti a bracconaggio,  avvelenamento, inquinamento! questi si che sono il veri nemici della natura ! Con rispetto.

Luigi Deplano

 

Il Signor Luigi é inconsapevole assertore del relativismo culturale per il quale è equivalente ammazzare o soccorrere un animale. Egli ritiene che il sentimento di compassione ed empatia verso gli animali non sia eticamente più elevato dell’ammazzamento gratuito della caccia. Dichiara insomma che ogni punto di vista è lecito e rispettabile. Invece io distinguo il punto di vista del carnefice da quella della vittima. Ancor più quando la vittima non ha voce e non ha diritti, ma la riconosco del tutto uguale a me. È questa uguaglianza che viene negata da chi ritiene da chi ritiene l’umanità al vertice del creato con la natura e le bestie senz’anima a sta disposizione. Negare i diritti alle altre specie porta immancabilmente a discriminare anche nell’ambito della specie umana. E infatti i teologi discettarono a lungo se le donne avessero l’anima o se ce l’avessero gli indios d’america. E non è accidentale che il boia di Auschwitz avesse inciso sulla fibbia “Dio è con noi ” è questa l’autorizzazione invocata per ogni genocidio e massacro di umani. L’olocausto continua ma il signor Deplano non se ne avvede , non vede i campi di sterminio. Non sente le urla delle vittime e quando incontra il loro sguardo non lo riconosce uguale al suo.

Bruno Pittau

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1 Comment

  1. Mauro ha detto:

    Condivido totalmente le parole del sig. Pittau, espresse con un’eleganza e pregnanza di significato tale che dubito siano capite da chi continua ciecamente, vergognosamente e drammaticamente a sostenere l’ammazzamento di innocenti creature.

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