Presentazione del volume “Il prelievo venatorio del muflone sardo” – Ars Venandi

Presentazione del volume “Il prelievo venatorio del muflone sardo”

Schermata 2013-05-22 a 09.34.00
Liscia di Vacca 2 giugno 2013, 1° Shooting di tiro all’arancia
20 Maggio 2013
Schermata 2013-05-21 a 11.33.57
Riola Sardo 25 maggio 2013, finale regionale 4° Camp. italiano cinofilo C.P.A.
21 Maggio 2013
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Presentazione del volume “Il prelievo venatorio del muflone sardo”

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digital 203183copertina 2Simbolo incontrastato della Sardegna più autentica, il muflone sardo è parallelamente l’emblema della Sardegna che non produce, quella che non sa trovare alternative al cadaverico mondo dell’industria, quella che non sa auto-sostenersi. La fauna selvatica è una risorsa in grado di muovere l’economia senza però esaurirsi, un patrimonio rigenerabile, che le popolazioni locali devono poter fruire.

Il volume “Il prelievo venatorio del muflone sardo” è nato con l’intento di fornire una giusta ed equilibrata informazione sulle problematiche relative alla gestione del muflone sardo grazie ad una ricca bibliografia composta da normative e testi scientifici di indubbio valore. Il titolo è provocatorio ma crediamo fortemente sia possibile, alla luce del materiale proposto, parlare di prelievo venatorio del muflone sardo, non prima chiaramente di aver svolto alcune insostituibili operazioni.

Prima del 1977 gli animali selvatici venivano definiti “res nullius” ossia cose di nessuno, di conseguenza i danni da essi cagionati non potevano essere imputati alla Pubblica Amministrazione. Successivamente la fauna selvatica diventa “res communes omnium”, cioè cosa di proprietà comune, appartenente all’ambiente e in particolar modo costituente un patrimonio indisponibile dello Stato, che le Regioni e Provincia devono gestire e tutelare.
La Legge regionale 23 del 98 affida alle Province il compito di predisporre e attuare i piani di gestione con l’obbiettivo di raggiungere un equilibrio finalizzato a garantire la conservazione delle specie e allo stesso tempo il mantenimento e lo sviluppo di attività umane quali l’agricoltura e la pastorizia.
 
Il muflone sardo è inquadrato in un contesto normativo ormai obsoleto che non tiene conto dell’attuale diffusione e consistenza. Sia la Legge regionale sulla caccia che la legge quadro nazionale ne vietano l’uccisione mentre la direttiva comunitaria 92/43/CEE del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche indica procedure volte alla tutela della specie e il primo passo è rappresentato dalla conoscenza dello stato di salute della popolazione attraverso approfonditi censimenti. Inoltre apre la strada a possibili prelievi selettivi in deroga per proteggere la fauna e la flora selvatiche e conservare gli habitat Naturali e per prevenire gravi danni, segnatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico e alle acque e ad altre forme di proprietà. La Legge Regionale 21 gennaio 2011, n.5 che regola i prelievi in deroga al calendario venatorio apre la strada ad un possibile controllo numerico della popolazione di muflone sardo per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca ed alle acque e per la protezione della flora e della fauna.
 
La chiave di volta per passare ad una gestione venatoria del muflone sardo è rappresentata dall’impatto che questo animale ha sul terreno che lo ospita. Il muflone infatti non avendo predatori naturali come il lupo, è presente in alcuni areali con densità che vanno oltre la capacità portante del territorio con il conseguente danneggiamento di alcune essenze endemiche che necessitano di una forte protezione.
 
Alla luce del materiale bibliografico raccolto, abbiamo individuato due possibili strade per gestire correttamente e attivamente il muflone sardo:
 
1- Modifica della Legge 157 del 92 e della 23 del 98 includendo il muflone sardo come specie cacciabile e avviare quindi la normale prassi per la corretta gestione della specie
2- Attivare dei prelievi in deroga ai sensi della direttiva Comunitaria Habitat e della Legge Regionale 21 gennaio 2011, n.5
 
Entrambe le soluzioni sono percorribili e necessarie per tutelare l’animale simbolo ed emblema della Sardegna mal-governata.

CLICCANDO SUL SEGUENTE LINK E’ POSSIBILE CONSULTARE IL VOLUME:

http://issuu.com/arsvenandi/docs/il_prelievo_venatorio_del_muflone_sardo

 

A giugno presso la sede dell’Unione Cacciatori di Sardegna si terrà un convegno sulla gestione venatoria del muflone sardo, saranno presenti illustri esperti in materia di gestione faunistico-venatoria.

 

Bonifacio Cuccu

Presidente U.C.S.

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