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Pregi e difetti degli A.T.C.

A più di 21 anni dall’entrata in vigore della L.R. n° 23, i temuti/attesi Ambiti Territoriali di Caccia non sono ancora stati istituiti e oggi più che mai sembra avvicinarsi la strada, piuttosto tortuosa, che porterà alla loro istituzione. Alcune Amministrazioni Provinciali hanno recentemente approvato il Piano Faunistico Provinciale finalizzato all’istituzione degli Ambiti ma pare evidente che una sola provincia non possa autonomamente avvalersi di tali Istituti. Infatti, al fine di distribuire al meglio le circa 47.000 doppiette su tutto il territorio regionale, l’ente preposto, Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, stabilisce sulla base dei dati censuari, l’indice di densità venatoria minima per ogni ambito territoriale di caccia e la corretta distribuzione dei cacciatori può avere luogo se si dispone di ATC su tutto il territorio regionale. In sostanza la provincia dell’Ogliastra con i suoi poco più di 2000 cacciatori non può sigillare i confini impedendo ai cacciatori appartenenti ad altre province (la sola città di Cagliari conta circa 10.000 cacciatori) di frequentare il proprio territorio. Alla luce di queste criticità emergono dinamiche politiche in contrasto fra loro: se da una parte alcune province vorrebbero limitare l’accesso al proprio territorio, altre presentano il problema opposto dovuto a una forte densità di cacciatori che il loro territorio non può sopportare.
L’argomento è complesso e porta ad innumerevoli ragionamenti, in questo numero parleremo di pregi e difetti rimandando ai prossimi numeri ulteriori argomenti.
Con l’intento di dare un’informazione assolutamente obbiettiva, ho voluto interpellare voi lettori, attraverso il nostro giornale on-line e alcuni di voi hanno espresso pareri sia positivi (in percentuale limitata) che negativi.
Tuttavia è doveroso precisare che la maggior parte dei malumori da parte dei contrari agli ATC è da imputare alla mancata possibilità di esercitare l’attività venatoria su tutto il territorio regionale nonostante la L.R. N° 23 del 1998 preveda che per quanto riguarda la selvaggina migratoria si possa esercitare la caccia su tutto il territorio regionale: “Legge Regionale Sardegna 29/07/1998 n. 23, B.U.R. 01/08/1998 n. 23 – TITOLO II – Esercizio dell’attività venatoria. -CAPO III – Organizzazione gestionale della caccia programmata. – Articolo 55 – Accesso all’A.T.C.
2. L’esercizio venatorio nei confronti della fauna migratoria può essere esercitato in tutti gli A.T.C..”

DIFETTI­­­

• Aumento dei costi a carico dei cacciatori

• Possibilità che l’ATC venga amministrato da persone non valide provenienti da settori estranei all’attività venatoria

• Solo le persone abbienti potranno muoversi su tutto il territorio regionale e molti cacciatori in situazioni economiche disagiate saranno costretti a restare a casa a causa del costo degli ATC

• Gli Ambiti consentiranno ai cacciatori provenienti da altre regioni di venire a caccia in Sardegna

• I danni causati dalla selvaggina saranno a carico degli A.T.C. svincolando le province da questa incombenza.

• Soppressione delle zone autogestite di caccia (già in se dei veri e propri ATC)

•Il mantenimento delle strutture burocratiche comporterà uno sperpero di fondi che potrebbero essere destinati a operazioni relative al ripopolamento e all’apporto di migliorie ambientali
•Una cattiva politica “reintroduttiva” (ripopolamenti) ,con animali “sottocosto” potrebbe contribuire alla definitiva “estinzione” (o alterazione genetica) di diverse specie autoctone

•La possibilità di “sfornare” regolamentazioni differenti tra provincia e provincia (num. Giornate etc.etc) darebbe troppo potere alla “politica” nell’imporre limitazioni e/o concessioni (spesso del tutto ideologiche), dando vita a un tortuoso percorso amministrativo,legislativo e burocratico (ricorso al tar)

• Gli Ambiti frazionano il territorio impedendo la libera circolazione su tutto il territorio regionale

 

PREGI­­­

• Possibilità di praticare l’attività venatoria più giorni a settimana

• Disponibilità economiche da destinare alla gestione della fauna stanziale

• Maggiore autonomia in materia di gestione che semplificherebbe l’apertura della caccia di selezione in Sardegna

• Se ben amministrati, gli Ambiti potrebbero creare miglioramenti ambientali e coltivazioni a perdere utili al sostentamento della selvaggina.

•Il legame cacciatore/territorio potrebbe accresere il senso di responsabilità in alcuni individui

•Una corretta gestione con monitoraggio e campagne di riduzione dei nocivi potrebbe sicuramente produrre dei benefici nella tutela e nella gestione nelle specie nobili stanziali.

 

a cura della redazione

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1 Comment

  1. Antonio ha detto:

    All’inizio anche io ero un po contrario forse a causa di una scarsa informazione ho perché ci hanno fatto credere cose sbagliate ora dopo che sono stato ospite in Atc x prelevare alcuni animali tipo cervo e cinghiale ho potuto quantificare quanti animali in una Atc ci possono essere….lepri pernici Faggiani starne …tutto questo grazie al comportamento idoneo dei cacciatori tutela del territorio e controllo nocivi

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