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L’allevamento della pernice sarda

Ben ritrovati a tutti.

L’articolo di oggi sarà dedicato a come allevare la pernice sarda per il ripopolamento. Ho tardato un po’ di tempo a scrivere questa seconda parte per due ragioni: la prima a causa del molto lavoro e la seconda per un grave problema di salute che mi ha colto tempo addietro e che ora è risolto nel migliore dei modi. Lo dico perché non pensiate che si sia trattato di “mandronite”!

Bene ora entriamo nel merito. Troppa gente crede e afferma che allevare la nostra Pernice Sarda per il ripopolamento non sia possibile o addirittura dannoso.

Queste persone da un certo punto di vista dicono il vero ma anche una grossa inesattezza!!!

Risulta vero che allevare questo selvatico con gli stessi criteri usati nel continente per Fagiani, Starne, Pernici Rosse, Coturnici ecc ecc non sia corretto e, oltre a non garantire alcun risultato per il ripopolamento, crea danni irreparabili alla popolazione autoctona, che fortunatamente esiste ancora in quantità apprezzabile.

Nella mia lunga esperienza ho allevato e immesso molte Pernici che avevo allevato in modo corretto e ho constatato e certificato che si sono ambientate perfettamente e hanno in seguito riprodotto allo stato libero con ottimi risultati. Come?

Semplice, io le ho allevate in modo adeguato.

Una pernice sarda in cova, foto di Emanuele Bertone

 

Ora vi spiego come fare punto per punto:

1° munirsi di regolare autorizzazione a detenere questo tipo di selvatico;

2° prepariamo i box per i riproduttori che siano fatti e disposti in modo corretto;

3° reperiamo le coppie che ci necessitano per portare avanti il nostro progetto (io mi servo per ragioni geografiche e di conoscenza a Uta dal sig. Loche e mi son trovato sempre bene);

4° facciamo controllare al veterinario di fiducia che i capi acquistati siano idonei ed in salute;

5° facciamo covare le uova raccolte da gallinelle di razza Sarda (poco più grandi delle Bantam con gambe più corte molto portate alla cova, oltre che ottime svezzatrici dei pulcini nati;

6° rivolgiamoci al veterinario per tutto ciò che concerne lo svezzamento e la somministrazione di farmaci ai nuovi nati;

7° lasciamo i perniciotti con le loro “mamme” in idonee voliere ampie e con reti che non possano arrecare danni fisici alle bestiole, che andranno tenute lì fino alla completa muta, ovvero fino a quando avranno assunto la completa livrea delle adulte;

8° ora le dobbiamo separare dalle “mamme” che potete star certi avranno trasmesso ai “figli” molte nozioni indispensabili per la loro futura vita libera;

9° siamo arrivati al momento di pensare alla loro introduzione nell’ambiente prescelto, accertiamoci che il periodo sia giusto, che il sito ove ubicheremo la/le voliere di pre ambientamento sia stato bonificato da eccessive presenze incompatibili (Volpi, Cornacchie, Ratti ecc) e che il terreno ove verranno immesse sia ben fornito di acqua e cibo (meglio se abbiamo previsto alcune colture a perdere)

10° il pre ambientamento è terminato (4/6 settimane) e dovremmo essere già in periodo di caccia chiusa alla stanziale ragion per cui il tempo è giusto, liberiamole con cautela di mattino presto senza traumatizzarle e per almeno una settimana rechiamoci a controllarle e se necessario a proteggerle da animali e uomini e sicuramente la stagione successiva potremo raccogliere già le prime belle soddisfazioni della nostra opera di RIPOPOLAMENTO!!

Nel salutarvi vi ricordo che la redazione in caso vi occorressero informazioni o dettagli ulteriori su questo argomento vi fornirà il mio indirizzo e numero telefonico.

Mi raccomando, per continuare a trovare la nostra Regina quando usciamo dobbiamo imparare e insegnare ad amarla e rispettarla, non superiamo la quota e non preleviamola a caccia chiusa e LEI sarà ancora fonte di grande piacere venatorio per noi e per quelli che verranno dopo di noi.

In bocca al lupo da Robin Roverati

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