La compagnia S’Armonia di Capoterra – Ars Venandi
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La compagnia S’Armonia di Capoterra

“Su Ministru” poco dopo l’alba, impartisce al capo dei battitori le disposizioni finali prima della battuta, poi si dedica alle poste. I cacciatori lo seguono in fila indiana e attendono il loro turno, ognuno viene impostato secondo il suo volere e nessuno contesta le decisioni prese. Tutto si svolge in perfetta armonia.

Ogni compagnia di caccia grossa può essere paragonata ad una libera repubblica auto-regolamentata: la leadership assunta dal capo è legittimata dal diretto consenso collettivo, solo attraverso questo sistema il gruppo potrà lavorare armoniosamente.

Il leader dal canto suo deve essere in grado di ricoprire il doppio ruolo di amministratore e stratega, è infatti necessario avere una comprovata abilità venatoria sommata ad un forte carisma per contenere anche le teste più calde che spesso sono presenti all’interno delle compagnie di caccia grossa.

Su Ministru, al secolo Tito Sanna, dirige la compagnia “S’Armonia” di Capoterra da tanti anni rappresentando al meglio la categoria dei capocaccia. La sua presenza è fondamentale per tutta la compagnia nonostante sia coadiuvato da eccellenti comandanti di seconda.

La domenica mattina la compagnia S’Armonia si riunisce nella stagionale casa di caccia sui monti di Capoterra.

La struttura composta da pannelli coibentati e facilmente rimovibili, è quanto di meglio possa desiderare una squadra di caccia grossa: comfort e riparo in piena zona di caccia.

La bandiera dei quattro mori sovrasta la casetta e un filo di fumo fa intuire che si è in piena attività. Durante la stagione primaverile la struttura viene smontata secondo gli accordi intercorsi con L’Ente Foreste della Sardegna, proprietario dell’area.

Sono stato invitato dalla compagnia in occasione di una giornata particolare, oggi infatti i numerosi ospiti saranno d’ausilio per chiudere una grande battuta sul monte Su Stoiaxiu.

I cinghiali tracciati dovrebbero essere 6 a detta del capocaccia, le poste non basteranno a chiudere interamente la battuta ma la loro corretta disposizione potrebbe garantire risultati ottimali.

La battuta interessa due versanti moderatamente aspri che confluiscono fino a punta Su Stoiaxiu Le poste posizionate in parte sul versante est e in parte sul versante ovest chiudono a valle un ampio territorio che cani e battitori dovranno lavorare a dovere.

Tito Sanna, coadiuvato da Marino per quanto riguarda la disposizione delle poste e da Maurizio e Tore per il coordinamento dei battitori, indica un orario preciso per sciogliere i cani e tutto procede come previsto (anche senza l’utilizzo di radio).

I numerosi cani non tardano a scovare i primi cinghiali. Da segnalare alcuni bellissimi beagle e beagle harrier, segugi istriani, italiani e i soliti meticci selezionati per meriti conquistati sul campo piuttosto che per la loro bellezza.

Lo schema della battuta

Alcuni cinghiali arrivano alle poste e saranno Fabrizio, Rinaldo, Antonello, Renzo, Enzo ed Efisio ad abbattere i cinghiali.

La mia postazione è situata sul versante ovest e il raggio di tiro non sorpassa i 10 metri. Sulla mia carabina camerata in calibro 7×64 ho montato un ottica da battuta 1-4 x 24 e nonostante tale strumento sia più indicato per tiri medio lunghi riesco comunque a far fronte a tutte le possibili situazioni di tiro.

Ma aimè, il caso vuole che tutti i cinghiali abbiano preferito abbandonare la rimessa percorrendo il versante est.

La battuta termina in bellezza registrando il record storico della compagnia: 6 cinghiali in un unica battuta, numero considerevole se si considera che il Sulcis non è la Gallura e anche visto il rapporto di cinghiali scovati e cinghiali abbattuti che va in pareggio!

L’entusiasmo di tutti è alle stelle e non mancano le prime cantate.

Una volta recuperati tutti i cani anche grazie ai collari satellitari tentiamo una battuta meno impegnativa a poca distanza dalla casa di caccia stagionale. Questa volta posso sfruttare al meglio l’ottica da battuta considerato l’ampio tratto che devo coprire.

La bassa macchia mediterranea e la presenza di un lungo ghiaione che taglia in verticale la collina mi permette di tirare fino a poco più di un centinaio di metri.

Il ritmo della battuta è inevitabilmente più moderato rispetto alla prima ma i cani comunque portano a termine il loro lavoro.

Una coppia di segugi spinge un animale verso la mia posta e in breve tempo avverto il rumore degli zoccoli sulle pietre.

Il passo è veloce ma la cadenza mi fa pensare più a un cavallo che ad un cinghiale. In effetti poco dopo si presenta di fronte a me una bellissima cerva seguita a breve distanza dal Beagle di Daniele Pontis.

Imbraccio la carabina e seguo l’animale attraverso l’ottica, il reticolo con punto rosso facilita il tiro in maniera considerevole, la cerva sfila di fronte alla posta che sta sotto la mia a una settantina di metri e riesco ancora a seguire l’animale finchè si ferma prima di uno scollinamento ignara di essere vicino alla linea delle poste.

Ascolta per poi ripartire dopo pochi secondi. Tutto tace per una mezzora fin quando i cani raggiungono un altro animale, questa volta è un cinghiale di una decina di chili che sfila velocemente verso valle.

Lo vedo perfettamente a una cinquantina di metri ma evito di tirare perchè in quel momento scollinava in direzione dei battitori.

È la posta di Fabrizio a sparare ma la velocità dell’animale e la fitta vegetazione non permettono di realizzare un buon tiro, d’altronde con un cinghiale alle spalle ci si può permettere pure di sbagliare.

La caccia finisce qui e possiamo dedicarci al meritato pranzo visto che ormai si sono fatte le 14.00 passate.

Il menù prevede tanta carne sia di cinghiale che di pecora. Il vino scorre a fiumi e l’umore è alle stelle, fra un trallallero e l’altro emerge la vera essenza di questa compagnia: l’armonia!

Far parte di una squadra con una tale impostazione gerarchica non è solo un motivo di vanto, è un patrimonio culturale che merita di essere protetto e tramandato alle generazioni future.

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