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I colombacci di Campos Bargios

Provenienti dal nord est del continente europeo, i colombacci arrivano in Sardegna seguendo due principali rotte migratorie: una oltrepassa la Corsica per approdare nel nord della Sardegna e l’altra, tagliando tangenzialmente il Tirreno, interessa la costa orientale dell’Isola.

Qui la concentrazione di boschi di lecci garantisce ottime riserve alimentari trattenendo gran parte del flusso migratorio sui rilievi che dal Gennargentu degradano verso il Golfo di Orosei.

I colombacci appena sbarcati nell’Isola affrontano il primo periodo di permanenza alla ricerca di buone zone di pastura che difficilmente abbandoneranno nel corso della sosta invernale.

Questo prevedibile comportamento porterà i migratoristi più attenti a visitare gli spot più frequentati con la speranza di realizzare buoni carnieri.

Nonostante questi accorgimenti la caccia al colombaccio è sempre un’incognita: bastano condizioni meteo non favorevoli, eccessivo disturbo antropico o piccole migrazioni (non dimentichiamo che il colombaccio è in grado di spostarsi a velocità elevate) per trasformare una promettente giornata di caccia in un imprevedibile flop.

Ogni anno il Supramonte di Urzulei e’ frequentato da centinaia di cacciatori provenienti per la maggiore dal cagliaritano.

Le poste più ambite sono concentrate nella piana di Campos Bargios, dove il colombaccio compie piccoli spostamenti per recarsi nei luoghi di pastura volando a quote medio basse e consentendo ai cacciatori di tirare frequentemente (quando i colombacci sono presenti!).


Arrivati di buon ora a Urzulei, ci fermiamo per un caffè e una pasta e senza perdere troppo tempo ci rechiamo a destinazione.

Sono in compagnia di Giovanni, mio compaesano, e di Daniele che, per l’occasione, ha affrontato un viaggio di 3 ore per provare la caccia al colombaccio, visto che da lui nel Sulcis il colombaccio è quasi assente.

Oggi Campos Bargios è frequentato da moltissimi cacciatori e a partire dalle prime luci del giorno il movimento dei colombacci fa ben sperare per la giornata di caccia.

Ci appostiamo su una cresta che domina l’altopiano, qui i colombacci dovrebbero passare a tiro nonostante il cielo limpido invogli questi migratori a volare a quote più alte. I primi colombacci si abbassano sulla cresta e ci consentono di fare qualche tiro, Giovanni va a segno mentre io e Daniele padelliamo più del dovuto, io non ho ancora preso confidenza con il mio nuovo fucile e Daniele deve prendere dimestichezza con un tiro finora mai praticato.

Daniele e Giovanni

In tarda mattinata rientriamo alla macchina e accendiamo il fuoco per cucinare delle salsicce.

Dopo pranzo decidiamo di fare il rientro nelle stesse poste della mattina che ci regaleranno ancora qualche emozione.

 

di Marco Loi

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