FIDC ed il futuro della caccia in Sardegna – Ars Venandi

FIDC ed il futuro della caccia in Sardegna

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FIDC ed il futuro della caccia in Sardegna

Il presidente di FIDC Sardegna Avv. Davide Bacciu

Come tutti sappiamo l’Italia intera non sta passando un bel periodo a causa del covid 19, siamo costantemente bombardati di notizie di cui molte si rivelano false, tra cui l’ultima sulla caccia in cui si vocifera che non riaprirà. Bene, ho posto questa domanda agli addetti ai lavori uno tra questi è l’Avvocato Davide Bacciu, giovane cacciatore e capocaccia di Olbia, nonchè Presidente dell’associazione Federcaccia Sardegna.
La sua risposta è stata questa:

“La notizia che circola sulla chiusura della caccia è assolutamente falsa, non è stato fatto nessun comunicato ufficiale in merito alla prossima annata venatoria. Ragionevolmente è possibile che ci possano essere delle misure ad hoc per la caccia al cinghiale al fine di evitare assembramenti. In ogni caso il comitato regionale faunistico, sicuramente si riunirà a giugno per prendere le opportune decisioni, in merito al calendario venatorio della prossima stagione. Stiamo lavorando insieme alle altre associazioni presenti in CRF per far svolgere quanto prima i censimenti sulla nobile stanziale. Detto ciò, passato il momento dell’emergenza, non penso che la politica nazionale o regionale voglia rinunciare all’attività venatoria atteso anche il movimento economico-finanziario che ruota intorno all’attività venatoria. In Sardegna, in una sola giornata di caccia si stima vengano spesi, tra diretto ed indotto, circa 1,5 milioni di euro, pertanto c’è tutta un’economia che non può andare in default soprattutto in questo momento di crisi”

Domando allora come si stanno muovendo per il prossimo calendario e risponde così:

“Al momento, insieme ai rappresentanti ANLC presenti in CRF stiamo lavorando per cercare di far svolgere quanto prima i censimenti per la nostra nobile stanziale e a tal proposito, con una lettera rivolta all’Assessore all’Ambiente lo scorso 23 Marzo 2020 abbiamo chiesto che venga emanato un provvedimento che preveda la proroga per l’attuazione/consegna dei censimenti primaverili al 30 maggio. Ovviamente abbiamo pienamente dimostrato che l’attività si può svolgere in totale sicurezza in quanto ogni rilevatore può lavorare in autonomia all’interno del proprio comune recandosi nella propria autogestita dove sono già note le postazioni d’ascolto mediante traccia GPS. 
Per la lepre e il coniglio invece, si è chiesto il permesso per effettuare i censimenti in auto dopo il tramonto utilizzando opportuni DPI, con due persone in macchina una al posto di guida e un tecnico sul sedile posteriore con un faro per poter avvistare e segnare il selvatico, così sarebbero anche rispettate le distanze.
 Abbiamo altresì richiesto l’avvio dei censimenti in terreno libero egregiamente svolto lo scorso anno dal Corpo Forestale e dall’Agenzia Forestas e, qualora non fosse possibile assegnare il compito a loro perché impegnati per l’emergenza coronavirus, chiediamo che sia dato l’incarico ai Tecnici faunistici privati.”

“Ci teniamo a sottolineare” – spiega Bacciu – “che il fatto di chiedere i censimenti non è mirato al solo fine di consentirne il prelievo ma è importante anche al fine di dare una continuità agli studi effettuati già lo scorso anno, atto che poi gioverebbe ai prossimi calendari venatori poichè riusciremmo a dare ad ISPRA dei dati costantemente aggiornati.”
 “Con la stessa missiva abbiamo anche chiesto che si attivi quanto prima l’istituto Regionale della Fauna Selvatica”.

Mi spiega che una prima risposta ricevuta dall’Ufficio di Gabinetto dell’Assessore è stata negativa, dovuta proprio al fatto delle restrizioni per l’emergenza Covid e così, lo scorso 4 Aprile hanno scritto un’altra lettera includendo come mittente anche il Governatore della Regione e rappresentando in maniera ancora più efficace l’importanza dell’effettuazione dei censimenti. Successivamente a quest’ultima, l’Assessore ha risposto, dicendo di aver inoltrato una richiesta specifica all’ISPRA per il censimento della pernice sarda. Attualmente siamo in attesa di ulteriore riscontro.
A proposito dei censimenti forse ricorderete tutti che la scorsa stagione, si era chiesto ai cacciatori di mandare, entro due giorni dall’abbattimento, una mail alla regione in cui venivano indicati il nome del cacciatore ed il numero di capi (lepre o pernice) prelevati, il Presidente è riuscito ad accedere a questi dati a marzo e ce li spiega così:

“Il numero di cacciatori che hanno mandato i dati sono stati in media nei due giorni 896 al giorno ed in totale sono state abbattute 2.468 pernici e 726 lepri. Questi dati sono molto importanti perchè ci fanno capire che il numero di cacciatori della nobile stanziale, facendo una stima approssimativa, sono normalmente poco più di 1.000/1.500 cacciatori in confronto ai circa 36.000 che abbiamo in Sardegna. Questo risulta anche confrontando questi dati con quelli relativi alla stagione 2016/2017. Questi dati” – prosegue Bacciu – “saranno utilissimi per contrastare i dati fasulli che presentano ogni anno le associazioni animaliste e ambientaliste in sede di ricorso. Aggiungo che la raccolta dei dati, ci potrebbe consentire di aumentare le giornate di caccia o aumentare il carniere giornaliero, se dai censimenti annuali dovessero emergere numeri confortanti tali da consentire un maggior numero di abbattimenti”.

Ok quindi tutto smentito per la chiusura della caccia ma, mi sorge un’altro dubbio che sicuramente attanaglia tutti i cacciatori di cinghiali, e con la PSA (peste suina africana) come la mettiamo?

Risponde così: “per la PSA era già stata fissata una data per incontrarsi con l’unità di Progetto della Regione e visionare i dati della passata stagione ma, come ben sapete, ora non è possibile fare riunioni quindi è solamente spostata. Comunque abbiamo intenzione di chiedere che venga ristretto il perimetro della zona rossa in quanto, già dai dati della passata stagione, si rilevavano comuni in cui la presenza di PSA era pari a zero.”

Perfetto quindi si tratta solo di questione di tempo, dobbiamo aspettare che le restrizioni per Covid allentino per avere una riunione del comitato, ma questo già ci basta per farci capire che Federcaccia c’è e si sta muovendo. 
Sta per concludersi l’intervista e Davide vorrebbe parlarmi di un’argomento importante che sta trattando Federcaccia con la regione ovvero la richiesta di attivazione di un tavolo delle riforme della caccia in Sardegna, richiesto con lettera datata 13 gennaio scorso e così mi faccio spiegare di cosa si tratta:

“Abbiamo chiesto che si lavori, insieme a tutti i portatori di interesse, ad una nuova normativa regionale o alla modifica di quella già esistente, che contempli l’esigenza di stare al passo con i tempi (la legge regionale risale ad oltre vent’anni orsono), che indichi in quale direzione si intende andare sui tantissimi temi da trattare che spesso sono anche complessi. Giusto per citarne alcuni il tema dei censimenti, il tema della caccia di selezione (dai convegni informativi sulla PSA è emersa con forza la richiesta di intervenire con abbattimenti su cinghiale e volpi nelle estensioni territoriali in cui la caccia è totalmente preclusa Oasi, ZRC ecc..), il tema degli studi scientifici a supporto delle previsioni inerenti il calendario venatorio ecc. cc. Pertanto chiediamo che la politica regionale tenga fede a quanto promesso in campagna elettorale e venga attivato questo tavolo permanente che lavori alacremente alla legge e al piano faunistico venatorio regionale. Stiamo ancora attendendo risposte in merito. ”
“In questo periodo stiamo anche lavorando insieme al Dott. Michele Sorrenti Responsabile ufficio avifauna nazionale, a supporto della Regione, in merito al problema della valutazione d’incidenza ambientale sui siti natura 2000 e nello specifico sulla problematica previsione di effettuare la Vinca sul calendario venatorio, cosa che ci creerebbe non pochi problemi in fase di approvazione. Abbiamo inviato nei giorni scorsi alla Regione una lettera con alcune proposte operative, siamo in attesa di riscontro”.

Prima di chiudere voglio porgergli una domanda che interessa tutti i cinofili, per quanto riguarda la situazione gare per cani da ferma e da seguita con annessi i vari campionati italiani c’è qualche notizia ufficiale? 
Glielo domando perchè, data la mia vicinanza alle manifestazioni cinofile, so che per quanto riguarda il settore seguita, le selezioni provinciali erano già iniziate e si stavando avviando alla conclusione.
Mi risponde così:

Per quanto riguarda le gare è tutto fermo ( siamo ad Aprile) in ossequio alle ordinanze e dpcm, pertanto da Federcaccia Nazionale non sono arrivate ulteriori indicazioni. Le manifestazioni sono un momento di aggregazione e quindi penso proprio che al momento non ci sia possibilità di ripresa ma se verso settembre ci fosse uno spiraglio per concludere ciò che si è iniziato penso che il nazionale si attiverà in merito e noi di conseguenza.”

Ringrazio davvero tanto Davide per aver accettato di dialogare lo saluto e vi ricordo che Federcaccia è anche lei in campo per una raccolta fondi da destinare all’acquisto di materiale per fronteggiare all’emergenza. Fidc Sardegna ha scelto di far confluire tutte le donazioni direttamente all’ATS della regione, senza terze persone che ne facciano tramite, quindi per chi voglia donare può ancora farlo tramite l’IBAN della stessa ATS. A livello nazionale Federcaccia ha raggiunto quasi la considerevole cifra di 1 milione di euro di donazioni in tutta Italia. Il cuore grande dei cacciatori non si smentisce mai!.

 

di Claudia Cucchi

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