Decreto della Regione Lazio su estensione stagione venatoria – Ars Venandi

Decreto della Regione Lazio su estensione stagione venatoria

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Decreto della Regione Lazio su estensione stagione venatoria

LA PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
SU PROPOSTA dell’Assessore alle Politiche agricole e valorizzazione dei prodotti locali;
VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L. R. 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche, concernente “Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale”;
VISTO il Regolamento 6 settembre 2002, n. 1 “Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della
Giunta regionale e successive integrazioni e modificazioni;
VISTA la Legge 11 febbraio 1992, n. 157, concernente: “Norme per la protezione della fauna selvatica
omeoterma e per il prelievo venatorio” e successive integrazioni e modificazioni ed in particolare l’articolo 18;
VISTA la L. R. 2 maggio 1995, n. 17, concernente: “Norme per la tutela della fauna selvatica e la gestione
programmata dell’esercizio venatorio” e successive integrazioni e modificazioni ed in particolare l’articolo 34;
VISTA la direttiva 2009/147/CE (ex direttiva CEE 79/409/CEE) del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30
novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici,
VISTE le previsioni della Deliberazione del Consiglio Regionale n. 450 del 29 luglio 1998, concernente: “Legge
Regionale n. 17/1995, articolo 10. Approvazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale”;
VISTA la Legge Regionale 6 agosto 1999, n. 14, concernente: “Organizzazione delle funzioni a livello regionale
e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo”;
VISTO il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 ottobre 2007, e successive
modificazioni, con il quale sono state dettati i criteri minimi uniformi per la definizione di misure di
conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS);
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 16 maggio 2008, n. 363 e successive integrazioni e
modificazioni, avente ad oggetto “ Rete Europea Natura 2000: Misure di conservazione obbligatorie da
applicarsi nelle zone di protezione speciale” vigente fino alla pubblicazione in corso sul Bollettino Ufficiale
della Regione Lazio della Deliberazione della Giunta regionale 16 dicembre 2011, n. 612 avente ad oggetto
“Rete Europea Natura 2000: misure di conservazione obbligatorie da applicarsi nelle Zone di protezione
Speciale (ZPS) e nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Sostituzione integrale della Deliberazione della
Giunta Regionale 16 maggio 2008, n. 363, come modificata dalla Deliberazione della Giunta regionale 7
dicembre 2008, n.928 ”;
VISTE, altresì, le indicazioni tecniche fornite dalle Province per la formulazione del calendario venatorio
annuale ai sensi dell’art. 34, comma 12, della Legge Regionale n. 17 del 1995 e dal Comitato Tecnico Faunistico
Venatorio Regionale, nelle sedute del 27.04.2011, del 27.05.2011, del 05.07.2011 e del 11.07.2011;
VISTO il documento: “Sintesi dello stato di conservazione delle specie oggetto di prelievo venatorio ai sensi
Pagina 2 / 14della legge 11 febbraio 1992 n. 157 e successive modificazioni” prodotto dall’ISPRA gennaio 2009;
CONSIDERATO che, in conformità con la procedura di cui all’articolo 34, comma 3 della legge regionale n. 17
del 1995, per addivenire alla formulazione dell’allegato “Calendario Venatorio 2011-2012”, sono stati sentiti:
– le Amministrazioni provinciali;
– l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA);
– il Comitato tecnico faunistico venatorio regionale;
DATO ATTO che, con nota n. 0019215 del 07.06.2011 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale ha rilasciato il proprio parere, relativamente all’ipotesi di calendario venatorio 2011- 2012,
trasmesso dalla Direzione Regionale Agricoltura;
CONSIDERATO che con Legge 4 giugno 2010, n. 96 “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2009” (pubblicata sul So n. 138 alla
GURI 25 giugno 2010 n. 146) sono state apportate modifiche ed integrazioni alla Legge 157/92;
VISTO, in particolare, l’articolo 18 della l. 157/1992 e successive modifiche che, al comma 1, stabilisce i termini
(terza domenica di settembre – 31 gennaio) entro i quali è possibile esercitare l’attività venatoria, associando a
quattro gruppi di specie cacciabili i rispettivi periodi di caccia, e, al comma 2, attribuisce alle Regioni il potere di
modificare i suddetti periodi attraverso l’anticipazione o la posticipazione rispettivamente dell’apertura e della
chiusura della stagione venatoria, fermo restando che i “….. termini devono essere comunque contenuti tra il 1°
settembre ed il 31 gennaio dell’anno nel rispetto dell’arco temporale massimo indicato…” per le singole specie;
CONSIDERATO che la richiamata modifica alla Legge 157/1992 non ha disposto, per quanto attiene le specie
di caccia e i periodi di attività venatoria, una modifica diretta al comma 1 dell’art. 18, ma l’inserimento di un
nuovo comma, l’1-bis, con il previsto richiamo al divieto dell’esercizio venatorio per ogni singola specie:
“durante il ritorno al luogo di nidificazione” (art. 1 bis lett. a) e “durante il periodo della nidificazione e le fasi
della riproduzione e della dipendenza degli uccelli” (art. 1 bis lett. b) non modificando quindi i periodi di caccia
di cui al comma 1;
CONDIDERATO che i predetti periodi di caccia, anche dopo l’espresso recepimento della direttiva
2009/147/CE, per effetto delle modifiche introdotte all’art. 18 della l. 157/1992 dall’art. 42 della legge 96/2010,
non sono stati modificati dal legislatore statale in quanto evidentemente ritenuti conformi alle previsioni della
stessa direttiva 2009/147/CE;
PRESO ATTO delle indicazioni contenute nella “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della Legge
157/92, così come modificata dalla Legge Comunitaria 2009, art. 42”, documento prodotto da ISPRA e
trasmesso alla Regione Lazio in data 29 luglio 2010;
VISTO il documento “Key Concepts of article 7(4) of Directive 79/409/EEC on Period of Reproduction and
prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU” elaborato dal Comitato Ornis, documento ufficialmente
adottato dalla Commissione europea nel 2001 che riporta indicazioni di massima specie per specie e paese per
paese, le date (decadi) di inizio e durata della riproduzione e di inizio della migrazione prenuziale e che afferma
tra l’altro- ” In generale, l’inizio della migrazione di ritorno può solo essere stimata per confronto di dati
provenienti da molte regioni dell’Unione europea, importanti sono: l’analisi delle ricatture e la considerazione
delle date di arrivo nelle zone di riproduzione. Il metodo di analisi e le informazioni che definiscono i tempi di
migrazione prenuziale è basato sulle statistiche relative alle POPOLAZIONI e non ai singoli uccelli”
VISTA la “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli
uccelli selvatici – Direttiva Uccelli selvatici”, documento di carattere generale e di indirizzo prodotto dalla
Pagina 3 / 14Commissione Europea nel Febbraio 2008 quale riferimento tecnico per la corretta applicazione della direttiva per
quanto attiene l’attività venatoria;
VISTE, in particolare, le previsioni di applicazione delle indicazioni di cui al punto 2.7 (“analisi delle
sovrapposizioni”) del documento da ultimo richiamato;
TENUTO CONTO che gli ultimi dati sull’avifauna acquatica svernante nel Lazio raccolti nel volume ” Brunelli
M., Corbi F., Sarrocco S., Sorace A. (A Cura Di), 2009. L’avifauna Acquatica Svernante Nelle Zone Umide Del
Lazio. Edizioni Arp (Agenzia Regionale Parchi), Roma – Edizioni Belvedere, Latina, 176 Pp.”, rilevano un
incremento numerico per tutte le specie cacciabili della famiglia Anatidae ad eccezione del Codone (Anas
Acuta), per il quale comunque il leggero decremento non è imputabile, secondo la letteratura scientifica, al
prelievo venatorio ma probabilmente a modifiche dell’habitat e a cattura nei luoghi di svernamento africani.
(Hagemeijer, EJM and Blair MJ (eds), The EBCC Atlas of European Breeding Birds: their distribution and
abundance,1997 T and AD Poyser, London);
CONSIDERATO, inoltre, che in base ai sopra riferiti documenti, la sovrapposizione di una decade tra il periodo
della caccia e il periodo della migrazione prenuziale è considerata una sovrapposizione “teorica” o “potenziale”
(in quanto è possibile che durante questo periodo non vi sia effettivamente alcuna sovrapposizione) e quindi tale
da ammettere l’attività venatoria, mentre la sovrapposizione per periodi superiori ad una decade farebbe cessare
l’incertezza e quindi si tratterebbe di una sovrapposizione “reale”;
OSSERVATO al riguardo che tali asserzioni non sono inoppugnabili, in quanto , in caso contrario non potrebbe
comprendersi come in diversi Stati membri si continuino a consentire, per alcune specie, addirittura
sovrapposizioni per più decadi. Emblematico, in tal senso, il caso del colombaccio (cfr. la “Guida alla disciplina
della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici” della
Commissione europea) per il quale si verifica una sovrapposizione in 13 Stati membri (fino a 15 decadi in
Irlanda);
RILEVATO, altresì, che dubbi sussistono sul grado di precisione di tali dati, poiché le analisi delle
sovrapposizioni sono effettuate a livello nazionale e nei singoli Stati membri la circostanza che le varie regioni
siano poste su latitudini differenti, con correlate difformità climatiche, determina normalmente sostanziali
oscillazioni temporali nell’inizio della migrazione prenuziale, circostanza questa che rende ammissibile un certo
grado di flessibilità nella fissazione dei periodi di caccia;
TENUTO CONTO che l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) nella “Guida per la
stesura dei calendari venatori ai sensi della legge 157/1992, così come modificata dalla legge comunitaria 2009,
art. 42”, chiarisce che, a prescindere dall’inizio dei movimenti di risalita verso i luoghi di nidificazione, “… la
caccia agli uccelli migratori dovrebbe terminare alla metà della stagione invernale. Infatti, a parità di pressione
venatoria, nella seconda metà dell’inverno la mortalità dovuta alla caccia tende ad essere progressivamente
sempre più additiva rispetto alla mortalità naturale e non sostitutiva di questa, come può avvenire invece durante
l’autunno e la prima parte dell’inverno. In altre parole se il prelievo si prolunga oltre la metà dell’inverno
aumenta progressivamente la probabilità di sottrarre alla popolazione individui caratterizzati da una crescente
speranza di sopravvivenza, i quali andranno a formare il stock nidificante da cui dipende la conservazione e la
produttività della popolazione stessa. Di fatto la caccia in periodo tardo invernale o addirittura all’inizio della
primavera è controproducente anche per gli interessi dei cacciatori, i quali dovrebbero avere a cuore il
mantenimento di popolazioni altamente produttive….” “…Esiste evidentemente un certo margine di
discrezionalità nel definire una data corrispondente alla metà dell’inverno, ma la scelta della parte finale del
mese di gennaio appare ancora oggi un compromesso accettabile e questo limite è stato suggerito dall’Istituto
Nazionale per la Fauna Selvatica (oggi ISPRA) al legislatore nazionale in occasione della stesura della legge n.
157/92.”;
CONSIDERATO, inoltre, che lo stesso l’ISPRA, con nota di riscontro prot. n. 29844T-A 11 del 13 settembre
Pagina 4 / 142010, avente ad oggetto “Interpretazione del documento “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi
della legge n. 157/92, così come modificata dalla legge comunitaria 2009, art. 42””, ha comunicato alla
Federazione Italiana della Caccia che: “rientra nelle facoltà delle Regioni l’eventuale utilizzo della
sovrapposizione di una decade nella definizione delle date di apertura e chiusura della caccia rispetto a quanto
stabilito dal documento “Key Concepts of article 7(4) of Directive 79/409/EEC on Period of Reproduction and
prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU”, considerato anche che questa possibilità è prevista
dalla “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
selvatici””;
DATO ATTO che il calendario venatorio è, ai sensi dell’art. 18, comma 4 della legge 157/1992 e successive
modifiche, una competenza delle Regioni, che lo emanano quindi nel rispetto dei periodi di caccia indicati al
comma 1 dell’articolo 18 della medesima legge 157/92;
CONSIDERATO, che la Regione può disporre con il calendario venatorio, sulla scorta di congrue motivazioni
tecnico-scientifiche che tengano conto delle specificità ambientali che ne caratterizzano il territorio, periodi di
caccia che, rispettosi del periodo massimo previsto per la stagione venatoria, dell’arco temporale massimo
previsto per le singole specie di fauna selvatica cacciabili e degli altri principi stabiliti dalla legge 157/1992 (e
quindi come tali conformi alla direttiva 2009/147/CE), si discostino anche da quelli suggeriti da autorevoli
istituti di ricerca e consulenza sugli uccelli selvatici, nazionali ed internazionali ( vedasi in tal senso Ordinanza
del TAR Lazio – Sez. I ter., 12-11-2010, n.4908/2010);
CONSIDERATO altresì, che l’art. 7 della direttiva n. 2009/147/CE, secondo cui «In funzione del loro livello di
popolazione, della distribuzione geografica e del tasso di riproduzione in tutta la Comunità le specie elencate
nell’allegato II possono essere oggetto di atti di caccia nel quadro della legislazione nazionale» ha trovato, per
pacifico insegnamento della Corte Costituzionale, attuazione tramite l’art. 18 della legge n. 157 del 1992 che
contempla appositi elenchi nei quali sono individuate le specie cacciabili, i relativi periodi in cui ne è autorizzato
il prelievo venatorio, nonché i procedimenti diretti a consentire eventuali modifiche a tali previsioni. Ne
consegue che lo stesso art. 18 garantisce, nel rispetto degli obblighi comunitari contenuti nella direttiva n.
2009/147/CE, standard minimi e uniformi di tutela della fauna sull’intero territorio nazionale, rappresentati
dall’arco temporale 1 di settembre- 31 gennaio. (cfr., in tal senso, ex plurimis Corte Costituzionale sent. n. 233
del 2010);
TENUTO CONTO che la direttiva 2009/147/CE, così come in precedenza la direttiva 79/409/CEE, non indica
date precise in merito alla stagione di caccia ma, lasciando agli Stati membri dell’Unione la definizione dei
calendari venatori, si limita a stabilire che gli uccelli selvatici non possano essere cacciati durante la stagione
riproduttiva e di dipendenza dei giovani dai genitori e, limitatamente agli uccelli migratori, durante il ritorno ai
luoghi di nidificazione (migrazione prenuziale);
CONSIDERATO che il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), con ordinanza N.
04392/2011 REG.PROV.CAU. N. 08904/2011 REG.RIC., in data 25/11/2011, emessa a seguito di ricorso
avverso il DPRL n. T0269 del 01/08/2011 – prodotto dalla LAV LEGA ANTIVIVISEZIONE e dalla L.A.C. –
LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA. ha ordinato alla Regione Lazio il riesame dell’atto impugnato,
sospendendolo nelle parti in cui consente l’esercizio dell’attività venatoria nei periodi di riproduzione e
migrazione prepuziale e l’utilizzo di munizioni tossiche;
TENUTO CONTO della Sentenza 24 febbraio 2011 N. 02443/2011 REG.PROV.COLL. N. 08208/2010
REG.RIC. della stessa Sezione Prima Ter del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio riguardante il
decreto del Presidente della G.R. del Lazio in data 09.8.2010 nr. T0379 avente ad oggetto “Adozione del
Calendario Venatorio Regionale e Regolamento per la stagione Venatoria 2010-2011 nel Lazio” e di ogni atto
presupposto e/o connesso;
VISTO il proprio Decreto N. T0417 del 16 Dicembre 2011, con il quale si è data una prima esecuzione alla
Pagina 5 / 14sopraccitata ordinanza;
CONSIDERATO che sono pervenute istanze da parte delle Associazioni venatorie per un riesame delle date di
chiusura dell’esercizio venatorio nel rispetto di quanto ordinato dal TAR con la sentenza n. 02443/2011 sopra
citata;
CONSIDERATO che dall’analisi attenta della guida ISPRA, l’esercizio dell’attività venatoria risulta compatibile
con i periodi di riproduzione e migrazione prenuziale, con riferimento alle specie seguenti: beccaccino,
fischione, frullino, gallinella d’acqua, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella, porciglione e marzaiola;
VALUTATE altresì le risultanze di una disamina più attenta e puntuale dal punto di vista tecnico e scientifico
delle motivazioni addotte dalla Regione a supporto del proprio Decreto del Presidente n. T0269 del 01-08-2011 e,
in particolare, che a seguito delle modifiche normative introdotte dall’art. 42 della legge n. 96/2010 (legge
comunitaria 2009) riguardanti, tra l’altro, gli artt. 1 e 18 della Legge 157/1992 (cfr. art. 1, comma 1-bis, e art. 18,
comma 1-bis, della legge indicata) e la relativa Guida redatta da ISPRA, richiamata nella memoria depositata il
23.11.2011, gli standard minimi di tutela continuano ad essere rappresentati dall’arco temporale previsto
dall’articolo 34, comma 1, della l.r. 17/1995 e dall’articolo 18 della Legge 157/92, che rappresenta la attuazione
in Italia della Direttiva 2009/147/CE;
RITENUTO comunque, di aderire a quanto disposto dalla citata ordinanza del TAR Lazio sottoponendo
nuovamente a particolare considerazione le modifiche normative introdotte dall’articolo 42 della legge n.
96/2010 (legge comunitaria 2009) riguardanti, tra l’altro, gli artt. 1 e 18 della Legge 157/1992 (cfr. art. 1, comma
1-bis, e art. 18, comma 1-bis, della legge indicata), fornendo indicazioni ulteriori e più puntuali per esplicitare
ancor meglio il supporto motivazionale che ha indotto l’Amministrazione Regionale a fissare le date di apertura
e chiusura dell’attività venatoria, restringendo ulteriormente i carnieri giornalieri per il mese di gennaio 2012 per
alcune specie caratterizzate da uno stato di conservazione sfavorevole a livello europeo (SPEC 3), con
riferimento a ciascuna specie di seguito elencata:
UCCELLI
Germano reale (Anas platyrhynchos):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione (non
SPEC);
– nella “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla
conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva Uccelli selvatici” al paragrafo 2.7.12, si prevede quale
valore aggiunto, l’uniformità delle date di chiusura tra le specie cacciabili appartenenti alla famiglia
Anatidae in quanto ciò determinerebbe la riduzione, durante tale periodo, della pressione venatoria sulle
altre specie che sono meno abbondanti del germano reale;
– le conclusioni riportate nel paragrafo dedicato alla specie nella “Guida per la stesura dei
calendari venatori ai sensi della legge n. 157/92, così come modificata dalla legge comunitaria 2009, art.
42 evidenziano come “La scelta migliore consiste dunque nell’uniformare la data di chiusura della
caccia al Germano reale con quella delle altre anatre, con il vantaggio di ridurre la pressione venatoria su
queste ultime, che sono meno abbondanti.”;
– l’ISPRA nel documento: “Sintesi dello stato di conservazione delle specie oggetto di prelievo
Pagina 6 / 14venatorio ai sensi della legge 11 febbraio 1992 n. 157 e successive modificazioni” relativamente alla
specie nel paragrafo: Problemi di conservazione connessi all’attività venatoria, riporta che: “Il periodo di
caccia attualmente previsto dalla normativa nazionale (terza domenica di settembre-31 gennaio) non è
coincidente con le indicazioni contenute nel documento ORNIS della Commissione Europea che
prevedrebbero una chiusura anticipata al 31 dicembre. Và tuttavia osservato che il buono stato di
conservazione della specie in Europa e l’elevata consistenza della popolazione svernante in Italia
permettono la prosecuzione dell’attività di prelievo fino al termine previsto, senza che questo possa
verosimilmente incidere in maniera significativa sullo status della popolazione stessa”;
– che la quasi totalità delle zone umide laziali di maggior interesse per lo svernamento ed il transito di
specie cacciabili della famiglia Anatidae insiste all’interno di aree protette di interesse nazionale,
regionale o provinciale interdette all’attività venatoria, circostanza quest’ultima che rende praticamente
ininfluente il “disturbo” arrecato nelle aree residue dalla stessa attività venatoria alle specie di cui
trattasi;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero a non più di tre capi.

Fischione (Anas penelope):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione (non SPEC);
– prendendo comunque in considerazione la sovrapposizione di una decade con il periodo di migrazione
prenuziale indicato nel documento “Key Concepts” è consentita dal documento “Guida alla disciplina della
caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva Uccelli
selvatici”;
– è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della chiusura della caccia al 10 febbraio;
– che la quasi totalità delle zone umide laziali di maggior interesse per lo svernamento ed il transito di
specie cacciabili della famiglia Anatidae insiste all’interno di aree protette di interesse nazionale,
regionale o provinciale interdette all’attività venatoria, circostanza quest’ultima che rende praticamente
ininfluente il “disturbo” arrecato nelle aree residue dalla stessa attività venatoria alle specie di cui
trattasi;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero a non più di tre capi.

Marzaiola (Anas querquedula):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– che la specie non è presente in italia, se non in modo occasionale nell’arco temporale sopra riportato;
Pagina 7 / 14 – prendendo comunque in considerazione la data di inizio della migrazione prenuziale indicata nel documento
“Key Concepts” coincide con la data di chiusura della caccia a tale specie;
– che la quasi totalità delle zone umide laziali di maggior interesse per lo svernamento ed il transito di
specie cacciabili della famiglia Anatidae insiste all’interno di aree protette di interesse nazionale, regionale o
provinciale interdette all’attività venatoria, circostanza quest’ultima che rende praticamente ininfluente il
“disturbo” arrecato nelle aree residue dalla stessa attività venatoria alle specie di cui trattasi;
– è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della chiusura della caccia al 10 febbraio;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero a non più di tre capi.
Mestolone (Anas clypeata):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e
non oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– prendendo comunque in considerazione la data di inizio della migrazione prenuziale indicata nel
documento “Key Concepts” coincide con la data di chiusura della caccia a tale specie;

– che la quasi totalità delle zone umide laziali di maggior interesse per lo svernamento ed il transito di
specie cacciabili della famiglia Anatidae insiste all’interno di aree protette di interesse nazionale,
regionale o provinciale interdette all’attività venatoria, circostanza quest’ultima che rende praticamente
ininfluente il “disturbo” arrecato nelle aree residue dalla stessa attività venatoria alle specie di cui
trattasi;
– è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della chiusura della caccia al 10 febbraio;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato per il mese di gennaio 2012 il carniere giornaliero a non più di tre
capi.

Moretta (Aythya fuligula):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– prendendo comunque in considerazione la data di inizio della migrazione prenuziale indicata nel
documento “Key Concepts” coincide con la data di chiusura della caccia a tale specie;
– che la quasi totalità delle zone umide laziali di maggior interesse per lo svernamento ed il transito di
specie cacciabili della famiglia Anatidae insiste all’interno di aree protette di interesse nazionale,
regionale o provinciale interdette all’attività venatoria, circostanza quest’ultima che rende praticamente
ininfluente il “disturbo” arrecato nelle aree residue dalla stessa attività venatoria alle specie di cui
trattasi;
– la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero a non più di dieci capi tra palmipedi e trampolieri.
Pagina 8 / 14 – è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della chiusura della caccia al 31 gennaio;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato per il mese di gennaio 2012 il carniere giornaliero a non più di tre
capi .
Moriglione (Aythya ferina):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– prendendo comunque in considerazione la data di inizio della migrazione prenuziale indicata nel
documento “Key Concepts” coincide con la data di chiusura della caccia a tale specie;
– che la quasi totalità delle zone umide laziali di maggior interesse per lo svernamento ed il transito di
specie cacciabili della famiglia Anatidae insiste all’interno di aree protette di interesse nazionale,
regionale o provinciale interdette all’attività venatoria, circostanza quest’ultima che rende praticamente
ininfluente il “disturbo” arrecato nelle aree residue dalla stessa attività venatoria alle specie di cui
trattasi;
– è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della chiusura della caccia al 31 gennaio;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero per il mese di gennaio 2012 a non più di tre
capi.
Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione (non
SPEC);
– prendendo comunque in considerazione la data di inizio della migrazione prenuziale indicata
nel documento “Key Concepts” coincide con l’inizio della terza decade di febbraio;
– la gallinella d’acqua è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della chiusura
della caccia al 10 febbraio;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero per il mese di gennaio 2012 a non più di tre capi
Porciglione (Rallus aquaticus):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione (non
SPEC);
Pagina 9 / 14 – prendendo comunque in considerazione la data di inizio della migrazione prenuziale indicata
nel documento “Key Concepts” coincide con l’inizio della terza decade di febbraio;
– il porciglione è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della chiusura della
caccia al 10 febbraio;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero per il mese di gennaio 2012 a non più di tre capi
Pavoncella (Vanellus vanellus):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– ha inserito, su suggerimento dell’ISPRA, un limite di prelievo giornaliero pari a 5 capi ed un
limite di prelievo stagionale pari a 25 capi in quanto la specie ha uno stato di conservazione sfavorevole
(SPEC 2);
– prendendo comunque in considerazione la data di inizio della migrazione prenuziale indicata
nel documento “Key Concepts” coincide con la data di chiusura della caccia a tale specie;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero per il mese di gennaio 2012 a non più di tre capi

Beccaccino (Gallinago gallinago):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– prendendo comunque in considerazione la data di inizio della migrazione prenuziale indicata
nel documento “Key Concepts” coincide con la data di chiusura della caccia a tale specie;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero per il mese di gennaio 2012 il
carniere giornaliero a non più di tre capi.
Frullino (Lymnocryptes minimus):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;

– la data di inizio della migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide con la

data di chiusura della caccia a tale specie;
– inoltre la Regione Lazio ha limitato il carniere giornaliero per il mese di gennaio 2012 a non più di tre
capi.
Tordo bottaccio (Turdus philomelos):
Pagina 10 / 14la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione (non SPEC);
– la Regione Lazio ha recepito l’indicazione espressa nelle Linee guida per la stesura dei calendari venatori
dall’ISPRA, che: “considera idoneo per la conservazione e la razionale gestione della specie il posticipo
dell’apertura della caccia al 1° ottobre”.
– come riportato nel paragrafo 2.7.10 della “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva
79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici “ se si verifica una sovrapposizione dei periodi di
caccia stabiliti a livello regionale con i periodi della riproduzione o della migrazione di ritorno a livello
nazionale, è possibile dimostrare, ricorrendo a dati scientifici e tecnici, che in effetti non si verifica alcuna
sovrapposizione in quanto nella regione interessata la nidificazione termina prima o la migrazione di ritorno
inizia più tardi.
– i dati forniti dall’INFS (ora ISPRA) nella pubblicazione “Atlante della distribuzione geografica e stagionale
degli uccelli inanellati in Italia negli anni 1980-1994” Biologia e conservazione della fauna, volume 103,
1999, evidenziano, come riportato nel testo, che“…il passo di ritorno ha luogo a partire dal mese di febbraio.”
(pag. 183);
– nei dati riportati nella pubblicazione ISPRA Spina F. & Volponi S., 2008 – Atlante della Migrazione
Uccelli in Italia. 2. Passeriformi. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto
Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Tipografia SCR-Roma. 632 pp, a pag. 228 si
afferma: “La massima parte delle catture si riferisce alla migrazione autunnale, che ha luogo tra fine
settembre e fine novembre, mentre il passo di ritorno, numericamente ben più modesto per quanto concerne i
dati di inanellamento, ha luogo a partire da febbraio, come suggerito anche dall’andamento dell’indice
d’abbondanza”
– nei dati riportati nella pubblicazione Scebba S., 1987-I tordi in Italia, Migrazione e svernamento in Italia di
alcune specie appartenenti al genere “ TURDUS”:sintesi ed analisi delle riprese; Editoriale Olimpia, in
base ad un’accurata analisi delle ricatture a livello nazionale suddivise per numero mensile e zone Euring, si
rileva come mese massimo di ricatture il mese di Febbraio (Pag.73 fig. 7), il cui inizio coincide con l’inizio
della migrazione prenuziale, come per altro ribadito dallo stesso autore a pag 20 : “In tutto il mese di
Febbraio è presente una notevole attività migratoria che continua in Marzo seppur in tono minore”;
– la bibliografia citata nella “Relazione tecnico-scientifica sull’individuazione delle decadi riferite all’Italia
nel documento “Key concepts of article 7(4) of directive 79/409/EEC” a cura di Andreotti A., Serra L., Spina
F. INFS 2004; nei sedici lavori citati alle pagg. 42-45, tratti dalla letteratura venatoria italiana, in tre viene
individuato l’inizio della migrazione prenuziale nella fine del mese di gennaio mentre in tredici lavori la
migrazione prenuziale viene collocata a partire dal mese di febbraio;
– i dati del Programma di Studio Degli Uccelli di Interesse Venatorio Nel Lazio – Relazione Conclusiva a
Cura Di Dott. M. Sacchi, Dott. S. Volponi, Dott. F. Spina INFS 2006, in base all’analisi delle catture in
quattro punti della regione Lazio tra cui uno ubicato nell’isola di Ventotene (quindi frequentata quasi
esclusivamente da esemplari in migrazione) confermano che, pur non essendo attivo l’inanellamento nelle
prime 4 pentadi di gennaio, e dato lo scarso numero di soggetti inanellati nella pentade 5 (2 esemplari) e 0
nella pentade 6, un movimento di migrazione prenuziale seppur minimo si verifica a partire dalla pentade 7
(FEB 1) per poi scemare e iniziare a crescere nuovamente in modo rilevante dalla pentade 10 ( probabile reale
inizio della migrazione prenuziale ), come confermato dalle affermazioni che gli stessi autori riportano nella
Pagina 11 / 14scheda descrittiva del tordo bottaccio presente nello studio: ” Le popolazioni migratrici sono di passo da fine
settembre a novembre e in febbraio-marzo”;
– i dati riportati nella pubblicazione “Brichetti P. & Fracasso G., 2008 Ornitologia italiana vol. 5 turdidae-
cisticolidae Alberto Perdisa editore Bologna pag 21″ riportano che: “Movimenti tra metà settembre-novembre
(max. fine settembre-inizio novembre picchi prima-seconda decade di ottobre), con anticipi da metà agosto e
ritardi fino a metà dicembre, e tra metà febbraio-aprile (max. marzo-metà aprile), con anticipi da inizio
febbraio e ritardi fino a inizio maggio”.
– i dati riportati dalla pubblicazione “Il tordo bottaccio Turdus philomelos a Castel Fusano – RNSLR – (Roma)
status e fenologia. (S. De Vita & M. Biondi). 15° Convegno Italiano di Ornitologi. Cervia 21-25 settembre
2011 , in stampa.” che ha effettuato un monitoraggio di un area campione (Castel Fusano) sul litorale laziale
durata 11 anni, e che riporta: “Localmente la fase di migrazione prenuziale avviene a partire dalla III decade
di febbraio con numeri ancora modesti per arrivare ad un picco tra la I e la II decade di marzo (68.7 ind. medi
DS = 12) con buone presenze fino alla I decade di aprile per affievolirsi fino alla II decade ed esaurirsi poi
entro la fine di aprile (nessun individuo è stato avvistato durante la III decade di aprile). Rispetto
all’andamento stagionale delle riprese italiane di soggetti inanellati all’estero (n 1.272) (Volponi e Spina,
2008) l’area, pur manifestando un andamento migratorio post-riproduttivo sostanzialmente sovrapponibile,
sembrerebbe divergere dai dati nazionali specialmente durante la stagione invernale che evidenzia invece
picchi invernali a partire dalla III decade di gennaio da noi localmente non riscontrati ”
Tordo sassello (Turdus iliacus):
la Regione Lazio intende consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non
oltre il 30/01/2012, in quanto:
– la normativa vigente prevede l’arco temporale terza domenica di settembre-31 gennaio;
– a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione (non SPEC);
– la Regione Lazio ha recepito l’indicazione espressa nelle Linee guida per la stesura dei calendari
venatori dall’ISPRA, che: “considera idoneo per la conservazione e la razionale gestione della specie il
posticipo dell’apertura della caccia al 1° ottobre”.
– come riportato nel paragrafo 2.7.10 della “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva
79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici “ se si verifica una sovrapposizione dei periodi di
caccia stabiliti a livello regionale con i periodi della riproduzione o della migrazione di ritorno a livello
nazionale, è possibile dimostrare, ricorrendo a dati scientifici e tecnici, che in effetti non si verifica alcuna
sovrapposizione in quanto nella regione interessata la nidificazione termina prima o la migrazione di ritorno
inizia più tardi.
– nei dati riportati nella pubblicazione Scebba S., 1987-I tordi in Italia, Migrazione e svernamento in Italia di
alcune specie appartenenti al genere “ TURDUS”:sintesi ed analisi delle riprese; Editoriale Olimpia, in base
ad un’accurata analisi delle ricatture a livello nazionale suddivise per numero mensile e zone Euring (Pag. 81
tab. 15), si rileva una sostanziale parità delle stesse nei mesi di Gennaio e Febbraio. In base ad un’analisi
particolareggiata si afferma : “Tra la seconda metà di Febbraio e la prima di Marzo sono concentrate le
riprese primaverili che, in Aprile sono del tutto assenti” (pag 30);
– nei dati riportati nella pubblicazione Brichetti P. & Fracasso G., 2008 Ornitologia italiana vol. 5 turdidaecisticolidae oasi Alberto Perdisa editore Bologna, un’analisi delle catture e delle ricatture a livello nazionale
(Macchio e al. 1999, Licheri e Spina 2002, 2005) porta gli autori ad affermare (Pag 31): “ Movimenti tra fine
Pagina 12 / 14settembre-inizio dicembre (max. fine ottobre-novembre), con anticipi da metà settembre e ritardi a metà
dicembre, e tra febbraio-aprile (max febbraio-inizio marzo) con anticipi da fine gennaio”;
– l’ISPRA nel documento: “Sintesi dello stato di conservazione delle specie oggetto di prelievo venatorio
ai sensi della legge 11 febbraio 1992 n. 157 e successive modificazioni” per questa specie riporta
(pag.158): ”Fenologia della migrazione: la migrazione post-riproduttiva ha luogo tra la fine di settembre
e gli inizi di dicembre, con un picco collocabile tra la fine di ottobre e novembre. La migrazione prenuziale inizia a febbraio e si protrae fino ad aprile.”;
– la bibliografia citata nella “Relazione tecnico-scientifica sull’individuazione delle decadi riferite
all’Italia nel documento “Key concepts of article 7(4) of directive 79/409/EEC” a cura di Andreotti A.,
Serra L., Spina F. INFS 2004; in tutti i dieci lavori, citati alle pagg. 47-48, tratti dalla letteratura
venatoria italiana, viene riportato che la migrazione prenuziale ha inizio a partire dal mese di febbraio;
– i dati riportati in “Andreotti A., Bendini L., Piacentini D. & Spina F., 2001 – Redwing Turdus iliacus
migration in Italy: an analysis of ringing recoveries. Ringing and migration, 20″, dove in riferimento
all’inizio della migrazione prenuziale, in base ad un’analisi delle catture e delle ricatture, gli autori
rilevano che la specie abbandona l’Italia dalla metà di febbraio fino a fine marzo (cfr.Prato et al. 1980,
Erard & Jarry 1991, Glutz von Blotzhheim 1988, Handrinos & Akriotis 1997, Olioso 1995, Santos
Martinez 1982, Scebba 1987, Verheyen 1947, Zink 1981)”.
– i dati riportati nella “Ricerca nazionale sulla migrazione dell’avifauna Sky-way project – Analisi
statistica per l’anno 2007” pag. 54, evidenziano come il massimo del ripasso coincida con il mese di
marzo avviandosi nella prima decade di febbraio.

– Per quanto sopra riportato è evidente che l’inizio del periodo di migrazione prenuziale
prevalentemente indicato per l’Italia ricade tra l’ultima decade di gennaio e le prime di febbraio. Pertanto pur
volendo prendendere, nella più conservativa delle ipotesi, a riferimento la terza decade di gennaio ( come da
indicazioni documento Ornis KC) la sovrapposizione di una decade è consentita dal paragrafo 2.7.2 del
documento “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione
degli uccelli selvatici – Direttiva Uccelli selvatici” e permette la chiusura del prelievo venatorio al 30 gennaio
non pregiudicando lo stato di conservazione della specie.

CONSIDERATO che sia i cosiddetti “Key concepts” che la Guida interpretativa alla direttiva 79/409 sono
indubbiamente dei testi autorevolissimi ma, non avendo alcun valore sul piano giuridico, in quanto non recepiti
né nella legislazione comunitaria né in quella nazionale, rappresentano meri documenti di riferimento tecnico;
CONSIDERATO che la legge 157/92 all’articolo 18 comma 4 dispone che: “Le regioni, sentito l’Istituto
nazionale per la fauna selvatica, pubblicano, entro e non oltre il 15 giugno, il calendario regionale e il
regolamento relativi all’intera annata venatoria, nel rispetto di quanto stabilito ai commi 1, 2 e 3, e con
l’indicazione del numero massimo di capi da abbattere in ciascuna giornata di attività venatoria” e che l’ISPRA
nel parere rilasciato e inviato con nota n. 0019215 del 07.06.2011, relativamente all’ipotesi di calendario
venatorio 2011-2012, ha utilizzato la Guida del 2010 anche per la stagione 2011-2012;
DECRETA
in conformità alle premesse, che qui si intendono integralmente richiamate di stabilire:
a) nel rispetto dell’arco temporale previsto dall’articolo 34, comma 1, della l.r. 17/1995 di
consentire il prelievo per ulteriori giorni quattro di caccia e, comunque entro e non oltre il 30/01/2012,
Pagina 13 / 14compreso alle specie: beccaccino (Gallinago gallinago), fischione (Anas penelope), frullino
(Lymnocryptes minimus), gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), germano reale (Anas platyrhynchos),
marzaiola (Anas querquedula), mestolone (Anas clypeata), moretta (Aythya fuligula), moriglione
(Aythya ferina), pavoncella (Vanellus vanellus), porciglione (Rallus aquaticus), tordo bottaccio (Turdus
philomelos), tordo sassello (Turdus iliacus).
b) limitatamente al mese di gennaio 2012, per le seguenti specie: beccaccino (Gallinago gallinago),
fischione (Anas penelope), frullino (Lymnocryptes minimus), gallinella d’acqua (Gallinula chloropus),
germano reale (Anas platyrhynchos), marzaiola (Anas querquedula), mestolone (Anas clypeata), moretta
(Aythya fuligula), moriglione (Aythya ferina), pavoncella (Vanellus vanellus), porciglione (Rallus
aquaticus), il carniere giornaliero non può superare i tre capi, a parziale modifica di quanto riportato
nell’allegato A al Decreto n. T0269/2011;
c) di confermare quanto disposto dal Decreto n. T0269/2011, recante Calendario Venatorio e
regolamento per la stagione venatoria 2011/2012 e dell’allegato come parte integrante e sostanziale al
quel decreto (Allegato A), come successivamente modificato dal Decreto T0417 del 16 dicembre 2011 e
non espressamente modificato dal presente atto.
Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto, si applicano le disposizioni di cui alla Legge n.
157/92 e successive modificazioni ed integrazioni, alla Legge regionale n. 17/95 e successive modificazioni
ed integrazioni, alla Deliberazione del Consiglio Regionale n. 450/98 e successive modificazioni ed
integrazioni, alla Deliberazione della Giunta regionale 16 maggio 2008, n. 363 e successive integrazioni e
modificazioni fino alla sua vigenza, alla Deliberazione della Giunta Regionale del 16 dicembre 2011 n. 612,
in corso di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, ai Decreti della Presidente della
Regione Lazio n. T0269 del 1.08.2011 recante “Calendario Venatorio e regolamento per la stagione
venatoria 2011/2012”, n. T0274 del 10.08.2011 recante “Stagione venatoria 2011/2012. Esercizio della
caccia nei giorni 1 e 4 settembre 2011”, n. T0301 del 16 settembre 2011 recante “Calendario venatorio
regionale 2011/2012, disciplina dell’esercizio venatorio nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale
d’Abruzzo, Lazio e Molise, versante laziale” n. T0417 del 16 dicembre 2011.
Avverso il presente Decreto è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale
del Lazio nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato
entro il termine di giorni centoventi.
Il presente Decreto, redatto in duplice originale, uno per gli atti della Direzione regionale Attività della
Presidenza, l’altro per i successivi adempimenti della struttura competente per materia, consta di n. 14 pagine e
sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Roma, addì
LA PRESIDENTE
Renata Polverini

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