Comunicato stampa CCS – Comitato dei Capo Caccia – Ars Venandi

Comunicato stampa CCS – Comitato dei Capo Caccia

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Comunicato stampa CCS – Comitato dei Capo Caccia

Comitato CCS Capo Caccia – Cinghialai e Segugisti della Sardegna Associazione per la promozione e la difesa delle tradizioni e della Cultura Venatoria Sarda. Sede Legale: via Siotto Pintor 10, 09035 Gonnosfanadiga (V/S) . Telefono +39.340/3976525 – Mail: ccs.sardegna@libero.it Alla cortese attenzione degli organi di stampa e delle testate giornalistiche COMUNICATO STAMPA DEL 08 luglio 2012 OGGETTO: PROTESTA E GRANDE MALCONTENTO DAL MONDO VENATORIO SARDO. MOBILITAZIONE DA TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE PER L’EMANAZIONE DEL NUOVO CALENDARIO VENATORIO. A GRAVE RISCHIO LA STORIA DELLA CACCIA GROSSA IN SARDEGNA CHE FA PARTE DELLA CULTURA E DELLE TRADIZIONI PIÙ ANTICHE E NOBILI DELLA SARDEGNA A CAUSA DELL’APERTURA DELLA CACCIA AL CINGHIALE ANCHE NEL GIORNO DI GIOVEDÌ- nel medio campidano si costituisce un comitato spontaneo a difesa dei diritti. In conseguenza dell’ approvazione del nuovo calendario venatorio sardo, dal “Monte LINAS e dintorni” per via delle pressioni e del malcontento che le novità della caccia dell’annata venatoria 2012/2013 hanno portato, si è costituita un’Associazione legalmente riconosciuta, Denominata “CCS – Comitato dei Capo Caccia – cinghialai e segugisti della Sardegna con operatività in tutto il territorio regionale con Salvatore Meloni di Gonnosfanadiga, Presidente. In pochissimo tempo la notizia ha raggiunto tutte le province e in brevissimo tempo le richieste di adesione al Comitato, da parte dei capo caccia con le relative compagnie hanno raggiunto numeri impressionanti. La categoria dei cacciatori di cinghiali e segugisti della sardegna, dice : “Stop alla caccia selvaggia e senza regole a vantaggio di pochi e a discapito di tutti. NO alla caccia la cinghiale di giovedì. Sostanzialmente in data 27 giugno 2012 il CRF della Regione Sardegna ha approvato il calendario venatorio per la stagione 2012/2013. In tale calendario è prevista la possibilità di esercitare la caccia al cinghiale nelle giornate di giovedì e festivi infrasettimanali e l’’introduzione della novità di cui sopra non risponde ad alcuna logica o esigenza di abbattimenti programmati. l’introduzione di tale assurdo principio incontra la contrarietà di tutti coloro che esercitano la caccia grossa in Sardegna in modo onesto e nel rispetto dell’ambiente e delle persone e l’apertura della caccia al cinghiale nel giorno di giovedì appare come una forzatura in favore di pochi e a danno di tutti A nostro avviso , In tal modo, viene sferrato un colpo mortale ad una attività venatoria la cui cultura e le cui tradizioni affondano le loro radici in secoli di sana , antica e leale pratica; Non appena si è diffusa la notizia dell’ennesimo sgarbo subito, è emerso dunque un malcontento ed un disappunto tra i cacciatori sardi e non più disposti a tollerare soprusi o decisioni assurde calate dall’alto , decise a tavolino e mai condivise dalla base. Per queste motivazioni è’ emersa chiara ed inderogabile la necessità di far sentire la nostra voce di protesta e dissenso . Siamo decisi a combattere affinché il CRF torni sulle proprie decisioni modificando il calendario venatorio in modo restrittivo, eliminando , prima di tutto, la possibilità di cacciare il cinghiale nelle giornate del giovedì e festivi infrasettimanali . Ancora meglio se si ri-portasse l’apertura all’ 8 dicembre. Indubbiamente con questa Unione unanime, siamo davanti ad un momento di crescita e questo dimostra il senso di responsabilità dei cacciatori sardi, cultori di un etica venatoria che non mira necessariamente ed esclusivamente al prelievo venatorio, ma bensì, alla tutela reale di una fra le più antiche e affascinanti ancora vive tradizioni della Sardegna, “ Sa cassa manna”. Perché siamo contrari all’apertura della caccia al cinghiale di giovedì? A nostro avviso l’apertura della caccia al cinghiale di giovedì, metterebbe fine alla storia della caccia grossa in Sardegna. In primo luogo ci sarebbe una invasione senza regole e senza criterio di cacciatori di cinghiali , in tutto il territorio a danno delle compagnie di caccia grossa, per favorire la logica del prelievo venatorio senza criterio, volto solo ed esclusivamente alla distruzione della specie. “ci chiediamo , se l’esigenza dell’aumento delle giornate di caccia al cinghiale, nasce realmente dallo studio Universitario che stabilisce un esubero di cinghiali in varie zone della Sardegna, e per il fatto che la Regione Sardegna, spende ogni anno ingenti somme di denaro per il risarcimento dei danni provocati dai cinghiali alle colture. Se così fosse, come mai il CRF ha ben pensato di aumentare le giornate di caccia al cinghiale, da una parte, operazione che si rende necessaria ” per consentire una diminuzione della specie che cresce a dismisura” e dall’altra si prevede comunque il limite massimo di abbattimento di 10 capi a giornata? Non è un controsenso? Se l’obiettivo è quello di abbattere tanti cinghiali, perché è necessario e sembra sia diventato un problema quasi sociale, cos a importa se in una giornata se ne abbattono 10 o 100? Una norma di questo tipo a carattere generale regionale nata da alcune esigenze locali, non può trovare applicazione logica con tutte le realtà del territorio regionale. E’ falso che i cinghiali abbondano ovunque. Anzi, con un calendario di questo tipo, quei pochi animali che esistono saranno destinati a sparire e per sempre. Sarebbe dunque, molto più semplice calendarizzare le giornate di caccia al cinghiale limitandole alla sola giornata della domenica ( come sempre) e, ove necessario, prevedere dei “piani di abbattimento” specifici e mirati nelle zone ben delimitate e circoscritte. siamo cacciatori responsabili perché chiediamo, paradossalmente ( e siamo quasi all’assurdo) una riduzione delle giornate di caccia e una limitazione del calendario venatorio e non il contrario. Un aspetto molto interessante a cui teniamo molto in tutta questa vicenda è prevenire la conseguente ed inevitabile demolizione della figura del “capo caccia”. Figura Autoritaria, nobile e antica che per tradizione e cultura è da sempre ritenuto l’esperto conoscitore dei luoghi, che per via di quelle regole e quei codici “non scritti” della montagna, tramandate dai nostri antenati, detiene un forte senso di autorevolezza, di rispetto e fiducia il quale, a sua volta, trasmette un certo tipo di educazione venatoria , ambientale, comportamentale, etica e morale a tutti i componenti la sua compagnia e alle persone coinvolte che ,a loro volta, seguono con ammirazione e rispetto. Non è da trascurare il fatto che dove esistono queste figure forti di “Capo Caccia” con la “C” maiuscola, si garantisce una certa tutela dell’ambiente, che spesso coincide con la prevenzione degli incendi estivi dove difficilmente, se non per cause naturali ,questi avvengono. Inoltre, normalmente la Figura del Capo Caccia, coincide con quella dei proprietari dei terreni all’interno dei quali si svolgono attività agricole e di pascolo, ed è abbastanza comprensibile che la caccia grossa, non può avvenire in modo ecologico se non c’è quel giusto equilibrio basato sul rispetto, tra cacciatori e attività lavorative montane, perché se non adeguatamente concordate, è ben comprensibile che si creano inevitabilmente disturbi e impedimenti di vario tipo alle colture che puntualmente arrecano conseguenti perdite anche importanti nella produzione dei redditi. I prestigiosi “caprari “ in Montagna, sanno sicuramente di cosa stiamo parlando. “La Sardegna E’ l’unica regione italiana, (forse l’unica a livello europeo), dove la caccia grossa non è un’ attività venatoria fine a se stessa ma rappresenta la storia e l’Identità dell’Uomo Sardo. La caccia grossa è dunque un “modo di essere sardi” e un modo di “vivere” in Sardegna”. Ora vogliamo dare voce una volta per tutte ai cacciatori sardi e alla categoria più rappresentativa e forte dei cacciatori, in modo che le normative emanate in materia di caccia, siano la risposta delle nostre esigenze . LE RICHIESTE  Vogliamo Ribadire l’importanza dei cacciatori e l’essenzialità del loro coinvolgimento nelle “ stanze dei bottoni” dove si prendono le decisioni importanti stufi delle imposizioni dall’alto con la complicità di alcune AA.VV. che tutt’ altro fanno che curare gli interessi dei più.  Si vuole ristabilire e garantire il corretto rapporto tra attività venatoria e rispetto delle tradizioni della cultura della quale sono parte integrante e che rappresentano la storia della Sardegna e degli uomini sardi;  vogliamo eliminare qualsiasi fonte di attrito e conseguenti problemi anche di ordine pubblico, che pericolosamente ed inevitabilmente si andrebbe a generare, laddove si permettesse ai singoli cacciatori del giovedì in maniera sconsiderata, senza regole, di turbare ed inquinare l’attività venatoria su cinghiale, da sempre praticata la sola domenica e che per effetto di ciò verrebbe di fatto snaturata e resa vana ;  limitare le giornate di caccia al cinghiale con il sistema della battuta consentendola solo nei giorni di domenica escludendo da tale ipotesi giorni di giovedì e festivi infrasettimanali.  Evitare un eccessivo disturbo alle attività produttive agricole e di pascolo montane;  Ribadire il sacro rispetto per quelle regole e codici, quelle “regole non scritte” ma sicuramente parte integrante del nostro patrimonio culturale e che a tali regole ci si attiene anche e soprattutto perché da sempre conosciute ed osservate a volte come un irrinunciabile complesso rituale in cui si mischiano tradizioni, usanze, volte soprattutto al rispetto della natura e della persona, che infondono pure una educazione ambientale, comportamentale ed etica venatoria.  Si vuole discutere per prevedere l’istituzione di un apposito registro regionale/comunale dei “capo caccia” e limitare, per evitare una sconsiderata pressione venatoria sul territorio, l’istituzione di nuove compagnie senza logica ed evitare una crescita sconsiderata. A nostro avviso dovrebbe essere individuato il numero massimo di compagnie , che, in rapporto alla densità demografica e alla estensione del territorio comunale interessato, può ospitare.  Vogliamo Contrastare a tutti i costi con manifestazioni, sit-in, articoli a mezzo stampa, proposte, raccolta fondi etc. le decisioni del comitato regionale faunistico e far recepire le nostre esigenze a livello normativo . La caccia grossa, dunque, per le sue funzioni, la sua organizzazione per la figura del capo caccia e per tutte le altre attività collaterali, compresi i segreti, i codici e quelle regole educative non scritte , rappresenta inesorabilmente la nostra Identità di Sardi, che ha determinato e determina tutt’ora la storia, la nostra cultura e le tradizioni che dobbiamo e vogliamo indiscutibilmente difendere. Chi non vive e non conosce “la caccia grossa”, non sa e non può comprendere. Noi siamo italiani, ma prima di tutto siamo uomini SARDI, e prima di tutto ancora siamo: “CASSADORISI DE CASSA MANNA!!!” E’ prevista un assemblea regionale dei soci aderenti e simpatizzanti per il giorno : sabato 14 luglio 2012 alle ore 18,30, presso i locali della “fiera Mercato” del comune di Gonnosfanadiga (V/S) Parteciperanno alla riunione quasi tutte le compagnie di caccia grossa provenienti da tutta la Sardegna per le adesioni, raccolta firme e per discutere su diversi punti all’ordine del giorno. Rappresentanti di AA.VV. e di tutti coloro i quali desiderano partecipare attivamente. In via prioritaria, presenteremo una istanza in cui si chiederà all’’Assessorato competente, la nuova convocazione del CFR per discutere e recepire le nostre proposte, più restrittive, al fine di modificare il Calendario Venatorio 2012/2013 escludendo, in via prioritaria, la caccia al cinghiale nella giornata di giovedì. Hanno aderito all’iniziativa già circa 80 compagnie di caccia grossa e sono in continuo e costante aumento. Le persone a cui fare riferimento per aderire al comitato sono: Presidente : – Sig. Salvatore Meloni – Gonnosfanadiga – Tel: 340/3976525 Vice Presidente: – Sig. Andrea Murgia – San Gavino Monr. Le – Tel: 349/3246683 per i moduli di adesione e raccolta firme scrivere via mail a: ccs.sardegna@libero.it Il Comitato CCS Sardegna ***Così riceviamo e così pubblichiamo***

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