Comunicato stampa del Comitato Com. Faun. Luogosanto – Ars Venandi

Comunicato stampa del Comitato Com. Faun. Luogosanto

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Comunicato stampa del Comitato Com. Faun. Luogosanto

COMITATO COMUNALE FAUNISTICO

Luogosanto 05/07/2012

Il Comitato Faunistico Comunale di Luogosanto nella riunione del 05/07/2012 ha voluto affrontare le importanti tematiche emerse dalla pubblicazione della proposta di calendario venatorio 2012. Vista l’importanza dell’argomento sono stati invitati amici cacciatori in rappresentanza dei comuni vicini (Arzachena, Aglientu, Palau, Santa Teresa e Tempio) per mettere a confronto opinioni e considerazioni rappresentative del territorio. Il dibattito è stato molto partecipato, lungo ed animato e ha fatto emergere dubbi e timori sull’applicazione tal quale della proposta di calendario.
In particolare sono emersi due principali punti dolenti:
1. L’apertura della caccia al cinghiale in battuta anche il giovedì;
2. L’apertura della caccia alla nobile stanziale

Di seguito si riporta in sintesi di quanto emerso dalla riunione riguardo il primo punto:
• Nel corso dei decenni con il progressivo aumento dei cinghiali in Gallura e conseguente aumento delle squadre operanti nel territorio, si è sviluppato un vero è proprio regolamento, mai scritto ma universalmente rispettato che prevede l’equa suddivisione del territorio tra le varie squadre, il risultato ottenuto è un vero e proprio esempio virtuoso di gestione faunistica del territorio (argomento centrale della legge 157/92…mai approdata in Sardegna!); le azioni esercitate sono di controllo del territorio, cura e organizzazione della sicurezza, manutenzione dei percorsi, delle recinzioni, impianto di colture a perdere, e quant’altro sia funzionale al fine di mantenere un ecosistema in equilibrio con l’attività venatoria.
• La caccia al cinghiale in battuta in Gallura (ma potremo estendere queste considerazioni a molti territori della Sardegna) riveste un ruolo importante nel tessuto sociale del territorio e non solo per gli aspetti prettamente venatori. La tradizione venatoria ha radici antiche e le squadre di caccia grossa sono custodi di valori ed insegnamenti che oltre alle azioni e ai segreti di caccia, riguardano la socializzazione, lo spirito di squadra, il rispetto dei ruoli, il rispetto degli anziani e dell’esperienza, il rispetto e la salvaguardia del territorio e delle tradizioni;
• Tutto questo richiede tempo ed impegno da parte dei Capo Caccia e dei tanti collaboratori che in ogni squadra sono prezioso sopporto per l’organizzazione delle battute. E’ impensabile che per tre mesi ogni giovedì e ogni domenica si possano organizzare seriamente le battute di caccia al cinghiale. E allora? A chi è rivolta l’apertura del giovedì? Il timore e che vengano favoriti i gruppetti di cacciatori nomadi che da qualche anno a questa parte scorrazzano in tutto il territorio regionale razzolando selvatici senza troppa attenzione alla specie e alla giornata e mentre almeno la domenica il territorio è in buona parte presidiato dalle squadre organizzate il giovedì sarebbe campo libero;
• Con questo scenario si manifesta il rischio concreto che l’equilibrio raggiunto con fatica ed impegno possa essere compromesso e distrutto da una scelta affrettata e viste le proteste di tanti territori della Sardegna certamente non condivisa;
• Altro aspetto fondamentale è la sicurezza: le zone dove si effettua la battuta sono immediatamente palesate e visibili e le poste sono individuate con attenzione e competenza e con anni di esperienza alle spalle; l’eventuale azione vagante e sporadica in territori spesso non conosciuti comporta rischi notevoli, non dimentichiamoci che al cinghiale si spara a terra e a palla!
Alla luce di queste considerazioni si ritiene che l’obbiettivo legittimo e giustificato di aumentare il numero di cinghiali abbattuti (motivata dal costo dei risarcimenti sostenuti dalla Regione, dai danni all’agricoltura e alla nobile stanziale, ecc..) possa essere raggiunto ugualmente con l’incremento di qualche giornata di caccia (domenica o festivo).
La posizione dei cacciatori della Gallura non nasce dalla volontà di precludere il territorio a cacciatori provenienti da altre zone ma dall’esigenza di preservare una tradizione ed un’organizzazione virtuosa che è stata conformata negli anni secondo esigenze specifiche del territorio; non ci dimentichiamo che nelle squadre Galluresi militano cacciatori provenienti da tutti i territori della Regione!

Di seguito si riporta in sintesi di quanto emerso dalla riunione riguardo il secondo punto:
• Per quanto riguarda la pernice sarda e la lepre l’argomento più discusso è stato la concentrazione di 4 giornate di caccia in sole due settimane, insomma l’apertura anche di giovedì non ha nessun lato positivo sia da un punto di vista della pressione venatoria sia discriminante tra i vari cacciatori, non dimentichiamo che noi sardi siamo un popolo di lavoratori e in difficoltà, quindi chi si vuole favorire?
• La lepre nel nostro territorio gode di ottima salute quindi non si capisce la necessità, come è stato fatto negli ultimi anni, di riduzione il numero dei capi catturabili nell’arco della stagione.
• La caccia alla lepre nonostante venga effettuata nelle stesse giornate della pernice richiede l’utilizzo di cani “specialisti” allevati appositamente per questo tipo di selvatico, quindi crediamo sia troppo restrittivo poter abbattere soli due capi all’anno.
• Negli ultimi anni si è parlato spesso di salvaguardare la pernice sarda, con riduzione delle giornate di caccia o addirittura la chiusura totale, dimenticando che così facendo si è danneggiati gli appassionati della lepre.
• Il problema più grosso della pernice è la scarsità di pastura, purtroppo negli ultimi decenni con la crisi dell’agricoltura le colture da granella (frumento, orzo, avena..) in Gallura sono quasi scomparse, quindi prima di tutto dobbiamo ricreare l’habitat naturale perché la pernice possa alimentarsi più facilmente; ad esempio questo comitato faunistico da due anni a questa parte con il contributo della provincia Olbia Tempio promuove la messa a dimora di colture a perdere di grano in punti strategici per supportare la naturale riproduzione e mantenimento della specie.
• Inoltre crediamo che i miglior vigilantes ed esperti del territorio e della nobile siamo noi, cresciuti come persone e cacciatori sempre nello stesso territorio, che abbiamo appreso lezioni di vita e di caccia dai nostri padri, pertanto se vogliamo, come vogliamo, tramandare ai nostri figli gli stessi valori e rispetto di ciò che ci circonda dobbiamo esser bravi a far rispettare le regole a qualcuno poco lungimirante.
Alla luce di quanto emerso si chiede che nei momenti di difficoltà di una specie venga analizzato il vero problema a monte della difficoltà e non si chiuda la caccia perché è la cosa più semplice da fare, ma si cerchi di risolvere il problema, e i cacciatori saranno ben lieti di contribuire con la propria passione ed il proprio lavoro, così come sta avvenendo in questo territorio.
Inoltre un grave errore che si commette è la completa associazione della pernice alla lepre, sono due specie diverse con abitudini e annate di salute diverse, quindi riteniamo opportuno calibrare giornate e numero di capi catturabili analizzando tutti i vari fattori.

In sintesi si riportano le modifiche essenziali che il Comitato Faunistico Comunale di Luogosanto di concerto con i territori limitrofi chiede vengano apportate al Calendario Venatorio 2012/2013 proposto:
• pernice sarda e lepre sarda, nei giorni 7, 14, 21, 28 ottobre 2012, anche in forma vagante e con l’uso del cane tutta la giornata; consentendo l’abbattimento per giornata di caccia per cacciatore di non più di 2 (due) pernici e non più di una lepre per un massimo di quattro lepri nell’arco delle quattro giornate di caccia.
• cinghiale dal 4 novembre 2012 al 31 gennaio 2013, nei giorni di domenica e festivi infrasettimanali.

Il Presidente
f.to Dott. Pierluigi Bazzu

***Così riceviamo e così pubblichiamo***

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