Calendario venatorio 2012 – 2013: polemiche infinite – Ars Venandi

Calendario venatorio 2012 – 2013: polemiche infinite

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Calendario venatorio 2012 – 2013: polemiche infinite

Atteso, temuto e inevitabilmente criticato, il calendario venatorio indica i tempi, i modi e le specie cacciabili durante la stagione di caccia. I 45 mila cacciatori sardi dovranno attenersi alle disposizioni impartite da tale documento pur non condividendone i contenuti. È difficile per chi siede nei banchi del Comitato Regionale Faunistico individuare un giusto compromesso che possa accontentare i cacciatori sardi, pocos locos y mal unidos direbbe qualcuno, divisi da confini inesistenti e aizzati l’uno contro l’altro a causa di un vuoto normativo che impedisce di mettere in atto una giusta programmazione dell’attività venatoria. Il principio fondamentale sul quale si basa la Legge Quadro sulla caccia, ossia affezionare il cacciatore ad un determinato territorio, non è ancora stato applicato nella nostra Isola e assieme ad esso sono rimasti fermi gran parte dei meccanismi che dovrebbero stravolgere in positivo la nostra passione. Niente ripopolamenti, istituzione di Zone Temporanee di Ripopolamento e Cattura nelle quali non si ripopola e non si cattura, Carta delle Vocazioni Faunistiche incompleta e obsoleta, sono solo alcuni dei problemi che ci coinvolgono. Stiamo vivendo un momento difficile caratterizzato da atteggiamenti demagogici messi in atto da persone che dovrebbero tutelarci. Dovremmo abituarci a convivere pacificamente fra noi, denunciare i cacciatori che assumono atteggiamenti illeciti e ricordarci che gli Ambiti Territoriali di Caccia non solo non eviteranno agli “stranieri” di cacciare nel nostro territorio ma apriranno la strada – vista la nostra enorme disponibilità di ettari per cacciatore – ad un turismo venatorio che amplificherà gli attuali problemi. Limitare a tre mezze giornate la caccia alla nobile stanziale è una strategia ben lontana dai principi di tipo conservazionistico indispensabili per tutelare un’entità animale così delicata: si tratta semplicemente di un dispetto che giocoforza otterrà l’effetto opposto a quello previsto.

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