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Caccia in Sardegna: il nostro appello alla politica

Che la classe politica trascuri le istanze presentate dal mondo della caccia penso sia una consuetudine tutta italiana, ma quello che succede nella cara vecchia Sardegna va ben oltre la media nazionale, in senso negativo si intende.

Un piano faunistico venatorio inesistente e un istituto regionale per la fauna selvatica che esiste sulla carta ma di fatto la sua potenzialità è gambizzata dalla mancanza di fondi dedicati alla gestione del patrimonio faunistico sardo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti e si manifesta ogni qual volta viene mostrato il calendario venatorio. Le province presentano le loro proposte e noi cacciatori continuiamo a chiederci come si possa legiferare su una materia delicata come la caccia senza che ci si basi su studi scientifici certificati.

È proprio questa la carenza più grave che dobbiamo sopportare sia per quanto riguarda l’avifauna migratrice che la fauna stanziale, grandi ungulati compresi.

Chiediamo l’avvio di studi e censimenti che possano indicare la strada per una migliore gestione venatoria e che possano garantirci la caccia nel mese di gennaio e, cosa a mio avviso più importante, la possibilità di una apertura alla caccia di selezione anche in Sardegna.

 

di Marco Loi

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