Caccia grossa nel Marganai – Ars Venandi
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Caccia grossa nel Marganai

Una giornata in compagnia dei soci del Circolo Sportivo Cacciatori Domusnovas.

L’appuntamento al mattino era fissato alle 7.30 alla fine del nastro asfaltato che dall’abitato di Domusnovas si inoltra nelle gole del Marganai.

Accolto dal padrone di casa Cristian Cadeddu con l’amico Chicco Melis ed il Capocaccia Ennio Cadeddu vengo presentato ai componenti della compagnia ed espletati i convenevoli di rito in un clima gioviale ci dirigiamo alla zona di caccia per iniziare la battuta del mattino.

Arriviamo al campo base presso la Z.A.C. Monte Cabras, che funge da base logistica alla compagnia, per lasciare i mezzi e dirigerci verso la battuta prescelta.

Fucili in spalla e cani al guinzaglio arriviamo di buona lena alla partenza dove, con brevi accordi tra battitori e capocaccia frutto di esperienza ed affiatamento tra i soci, inizia la predisposizione della battuta.

Ci separiamo ed ognuno si dirige verso le rispettivi zone, i battitori in alto a prendere il maestrale alle spalle ed i fucili nella valle dove l’acqua scorre impetuosa dopo le abbondanti piogge delle scorse settimane.

Lo scagnare dei cani ed il vociare dei battitori ci avvisa dell’inizio della battuta e dopo qualche minuto di ascolto per capire la direzione dell’avvenuta seguita, uno sparo irrompe nella stretta vallata accompagnato dal latrato cadenzato dei segugi impegnati nella cacciata; man mano che gli abbai scemano iniziamo a capire che la prima azione del mattino volge al termine e subito dopo si rientra al campo base.

Un giovane maschio portato a valle da un sorridente Simone Spanu viene mostrato alla compagnia ed iniziano i racconti dell’azione.

I battitori avevano mosso un grande cervo maschio che attraversava la fila delle poste indenne, a testimoniare che la ragione e le disposizioni del Capocaccia hanno prevalso sull’istinto, ma la cortesia non è stata tale per il giovane cinghiale maschio che seguiva, complice la precisione del tiro che certifica un prelievo da manuale.

Breve sosta per il pranzo nella riparata valletta della ZAC mentre il maestrale continua a far sentire la sua voce sempre più impetuosa, tale per cui si decide di proseguire nel pomeriggio lungo un versante ridossato dal quale si vede l’intero Sulcis.

Nuovamente la regia del capocaccia non tarda a farsi viva, brevi ordini e cenni ai componenti e si riparte. Osservo con curiosità lo svolgere dell’operazione e noto con piacere che la disposizione delle poste avviene di concerto tra la consumata esperienza del Capocaccia Ennio e la giovane passione di Simone a significare che la continuità della tradizione passa attraverso le nuove generazioni.

Nel frattempo nuvole ingrate ci riversano il loro carico ma questo non frena la nuova cacciata; aspettiamo sotto una fastidiosa pioggia fino a che la voce dei battitori inizia a risuonare dalla vetta del costone verso valle e subito dopo lo scagnare dei cani segnala uno scovo
importante, ma ahinoi non è il setoloso inquilino dei boschi l’oggetto di tanta attenzione, quanto una famiglia completa di Cervi che aveva scelto il versante ridossato per ripararsi dalle intemperie.

Peccato tanta fatica per niente, quindi bagnati ed infreddoliti ci dirigiamo alla casa di caccia per un breve ristoro ed un accogliente camino per scaldarci.

Continuo ad osservare i componenti della compagnia e inizio a riordinare le impressioni che mi hanno accompagnato nella bella giornata.

Anzitutto da cinofilo rilevo con soddisfazione che la gestione dei cani è stata esemplare: il lavoro degli ausiliari è stato preciso ed incisivo, la muta composta da circa 8 soggetti e stata ben selezionata per l’efficacia, ma soprattutto con rientri a fine battuta degni di menzione, in quanto nessun battitore si è attardato per cercare il proprio cane nonostante la numerosa presenza dei cervi nelle battute.

Secondariamente ma non per importanza il clima che regna tra i soci è molto disteso e cordiale, non vedo ne protagonisti ne comparse, ma solamente tanti appassionati che condividono una giornata molto impegnativa con il sorriso ed il garbo dei gentiluomini; I toni ed i modi dei componenti della compagnia sono stati sempre educati e mai sopra le righe, persino i battitori durante le cacciate sembrano quasi cortesi nel loro vociare severo, ma soprattutto mai volgari.

La compagnia di Circolo Sportivo Cacciatori di Domusnovas è stata fondata nel 1992 e conta attualmente circa 50 soci che gestisco un territorio di poco inferiore ai 1000 ettari. Uso il termine “gestiscono” non a caso, in quanto la cura e l’attenzione con la quale seguono la riserva è sicuramente un esempio di corretto utilizzo del territorio, sopratutto guardando al futuro!

Teniamo in conto che siamo contigui al Parco Regionale del Monte Linas- Oridda-Marganai nella provincia di Carbonia Iglesias, un territorio aspro ed affascinante dominato da tacchi imponenti che svettano dai torrenti a valle, creando un dedalo di gole e canyon incorniciati da una maestosa foresta di lecci ed olivastri; un habitat da documentario naturalistico che viene preservato con una presenza costante sul territorio dei soci del Circolo che garantiscono la percorribilità dei sentieri, la sorveglianza antincendio, l’antibracconaggio ed il monitoraggio della fauna nobile stanziale a vantaggio dell’intera comunità. Ad maiora!

Carlo Unali

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