A cinghiali con la Bolt Action – Ars Venandi
I segugi di Paolo Chessa
2 Dicembre 2019
Mostra tutto

A cinghiali con la Bolt Action

La carabina ad otturatore girevole-scorrevole è ampiamente diffusa nella caccia in battuta prevalentemente nei paesi del Nord Europa. In Italia e in particolare nella nostra Isola tale tipologia di arma non trova consensi a causa delle particolari condizioni orografiche che limitano le distanze di tiro a qualche decina di metri rendendo superflue le eccellenti doti balistiche delle così dette bolt action.
Ma c’è qualcuno che animato da sani principi etici, gioca una partita non convenzionale con il re del bosco.

Pier Luigi, com’è nata questa sfida?

Ho sempre avuto la passione per le armi, già conoscevo dal punto di vista balistico le prestazioni del fucile a canna rigata e di quello a canna liscia; infatti ho sempre considerato quest’ ultimo adatto al solo tiro a munizionamento spezzato (pallini o pallettoni…vedi il Granelli). Quando sono stato “costretto” ad usarlo a caccia grossa ho subito notato lo scarso rendimento dei pallettoni. Ad esempio, in un caso di cinghiale in mezzo ad un cespuglio (cosa da non fare) la raffica di pallettoni era stata fermata dai rami ed il cinghiale se l’era data a gambe levate. Sempre con i pallettoni, i grossi verri se ne andavano feriti almeno un terzo delle volte.
La palla “asciutta” è vero che se colpiva sfondava bene, ma come i suoi parenti, i pallettoni, aveva una buona attitudine al rimbalzo, aumentando il rischio di incidenti. Un giorno, mi pare nel dicembre del 97, avevo incrociato un grosso verro e gli avevo tirato da mezzo alle piante di corbezzolo. Alla distanza di tiro di circa 5 metri, il pesante proiettile, per la cronaca una foster remington da 28 grammi, aveva colpito un ramo del diametro di circa 2 cm deviando dal bersaglio. Dopo un rapido dietro front il secondo colpo lo aveva centrato nella schiena uccidendolo.
Il proiettile per carabine, invece, è stabilizzato dalla rigatura, dunque, anche se molti affermano il contrario, passando attraverso i rami è meno propenso a deviare, la sua attitudine è quella di penetrare. Nei tiri a breve distanza e con i proiettili tipo soft point, che normalmente usiamo a caccia, è difficile che rimbalzi, diminuendo pertanto il rischio di incidenti.
Il discorso del bolt-action è anche legato alla sicurezza,. Se ho in mano una semiauto, il mio pensiero è: tanto se non lo becco al primo ci sono gli altri colpi. Con un’arma a ripetizione manuale il primo colpo lo “progetti” e non lo sprechi! Meno colpi ci sono in giro e meglio è!
I risultati sul campo vanno oltre ogni più rosea aspettativa, oggi Pier Luigi non ha nessuna intenzione di cambiare arma!

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *