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L’intramontabile .22 Long Rifle

La bellissima e performante Weihrauch 60J

Risalente al 1887 il calibro .22 Long Rifle è stato realizzato per evoluzione del .22 Long che a sua volta è derivante dal .22 Short, dal quale si differenzia esclusivamente per le dimensioni del bossolo (Short cioè corto).

L’uso venatorio di tale calibro è vietato dalla legge poiché, pur raggiungendo le dimensioni nel diametro dell’ogiva (.22 millesimi di pollice cioè 5,6 millimetri) non ha l’altezza sufficiente cioè i 40 millimetri a vuoto.

Tale fatto non preclude il diffusissimo utilizzo per uso sportivo e ludico e, grazie alla sua intrinseca precisione, il basso costo del munizionamento, lo scarsissimo rinculo e il rumore molto attenuato, risulta uno dei calibri più diffusi e utilizzati al mondo.

Tra le numerosissime armi che camerano il .22LR abbiamo voluto provare per voi una semiautomatica tra le più diffuse e dal funzionamento super collaudato: la Marlin modello 60 ed una carabina ad otturatore girevole scorrevole tedesca: la Weihrauch 60J, entrambe importate da Bignami Armi.

La prova sul campo

Era da parecchio tempo che non usavo il calibro .22lr e mi ero dimenticato quanto fosse divertente, economico e rilassante eseguire delle sessioni di tiro con tale munizionamento.

L’ottica è importante che sia di buon livello solo se si devono effettuare competizioni, questo perché la distanza di taratura e utilizzo è di 50 metri circa.

Non perché l’arma non sia in grado di arrivare a distanze più ampie ma per il fatto che la spinta ridotta e il poco peso della palla (variano tra i 265 m/s con palla da 40gn HP ai 345 m/s con palla da 37gn HP, la velocità delle cartucce “standard” è di 330 m/s) non consente una adeguata e sicura prestazione dell’arma.

Per tale scopo sulla semiautomatica della Marlin abbiamo montato un 4×32 della Bushnell, modello Sportsman leggero pratico e specialmente economico ( 72 euro circa) che nell’utilizzo si è dimostrato di buona precisione nei clik di regolazione e di ottima luminosità.

Sulla più impegnativa e performante Weihrauch a otturatore girevole scorrevole, invece, abbiamo voluto creare un allestimento balistico più importante montando un cannocchiale da puntamento di costruzione europea e dalle prestazioni ben conosciute dagli appassionati del settore un 6×42 della Meopta modello Artemis 200 (prezzo al pubblico 400 euro circa).

Prima prova la Marlin, il caricamento è anteriore a ‘’tubo’’ e nelle operazioni preliminari di caricamento anche con l’arma e i meccanismi da rodare non si è avvertito nessun impuntamento o inceppamento e i colpi (almeno una cinquantina) si sono succeduti con poche pause di raffreddamento della canna e mantenendo una buona precisione nel tiro.

La miglior prestazione è stata una rosata di 5 tiri con un diametro tra i colpi più lontani di sette 6 centimetri, davvero non male per un’arma di tipo semiautomatico.

Con la Weihrauch si fa sul serio, la luminosità dell’ottica è straordinaria, l’arma nel suo insieme aumenta di peso nei confronti della precedente ma ciò rende l’assemblaggio balistico fermo e sicuro come si addice al tipo di utilizzo che normalmente si fa di una carabina di tipo bolt action, cioè con tiro in appoggio e in modalità lento-mirato. Straordinarie le prestazioni, 4,5 centimetri di rosata (sempre su 5 colpi) e ricaricamento fluido e veloce.

Da sinistra: Ruger 10/22 RB, Marlin 795, Weihrauch 60J

 

 

Le munizioni da noi utilizzate sono state le Americane Federal, sia nel tipo Targhet Standard, sia nella 40gr ramata solid.

di Alessandro Satta

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