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Niente pesca sul Lago Bau Muggeris

Nel mirino della Forestale gli scarichi della zona industriale di Villagrande a monte dell’invaso. I ranger hanno sequestrato un trattore. Trainava una cisterna con la quale un imprenditore agricolo smaltiva direttamente sul suolo i liquami.

Un’alga tossica inquina il bacino del Bau Muggeris. I tecnici Asl hanno appurato la presenza nell’invaso di “Planktothrix agardhii rubescens”. Quest’alga produce potenti epatotossine dette microcistine, tossine in grado di innescare una serie di processi metabolici che hanno risvolti acuti e possono portare all’insorgenza di tumori gastrointestinali ed epiteliali. Le acque sono pericolose per gli animali e anche per i bagnanti che ingeriscano modiche quantità dell’acqua o per chi, predisposto ad attacchi allergici, inali la tossina. Il Comune di Arzana con un’ordinanza firmata dal sindaco Marco Melis ha vietato di utilizzare l’acqua dell’invaso per abbeverare gli animali sulla sponda arzanese del lago. Divieto assoluto anche di balneazione e di pesca.

ACQUA PER IL BESTIAME Il bestiame che non può essere trasferito in altre zone del vasto territorio comunale verrà abbeverato utilizzando le cisterne messe a disposizione dal Comune. Il provvedimento è stato emanato d’urgenza per evitare per evitare che animali e persone (sono numerosi i turisti che si fermano sulle rive del lago) possano rimanere intossicate. In sostanza da ieri il Bau Muggeris è off limits a qualsiasi attività, dal pascolo alla pesca.

«Abbiamo ricevuto una nota della Asl di Lanusei – riflette il sindaco di Arzana Marco Melis – con la quale si comunica la pericolosità delle acque. Abbiamo agito con tempestività».

È stata la stessa azienda sanitaria, che rassicura sulla potabilità dell’acqua una volta trattata, a caldeggiare l’emanazione dell’ordinanza.

BOMBA ECOLOGICA L’emergenza alghe è scoppiata qualche settimana fa. In un primo momento nessuno si è preoccupato più di tanto per quell’innaturale colore rosso delle acque del lago. Solo la moria di trote ha fatto scoppiare l’emergenza, affrontata da Provincia, Arpa, Abbanoa, Asl e Corpo forestale e di vigilanza ambientale con la costituzione di una Unità di crisi. Nel mirino della Forestale gli scarichi della zona industriale di Villagrande a monte dell’invaso dell’Alto Flumendosa. Un primo intervento è stato fatto con il campionamento a sorpresa delle acque reflue industriali, provenienti da un’azienda che opera a monte dell’invaso, nella trasformazione del latte e dei suoi derivati. Le analisi hanno accertato sia il superamento dei limiti per lo scarico sul suolo sia lo scarico non autorizzato in acque di superficie. Nella stessa zona i ranger hanno sequestrato un trattore. Trainava una cisterna con il quale un imprenditore agricolo smaltiva direttamente sul suolo liquami degli animali. «Tra le conseguenze ambientali di questi scarichi – spiegano dal comando regionale – vi è il livello crescente di eutrofizzazione che favorisce la formazione e l’esplosione delle cosiddette “fioriture algali”».

GIUSY FERRELI

L’Unione Sarda

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1 Comment

  1. danele ferrari ha detto:

    allora anche le acque che escono dal lago, vedi flumendosa fino alla foce, hanno lo stsso problema……?

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